Beppe Grillo annuncia il proprio ritiro dalle Quirinarie. Lo fa all’inizio del secondo turno delle consultazioni per la scelta del candidato del Movimento 5 stelle alla presidenza della Repubblica, ringraziando per “la stima”, ma tirandosi fuori dalla votazione finale e declinando l’offerta dei frequentatori del suoi blog.

Restano dunque nove candidati in lizza: Emma Bonino, Gian Carlo Caselli, Dario Fo, Milena Gabanelli, Ferdinando Imposimato, Romano Prodi, Stefano Rodotà, Gino Strada, Gustavo Zagrebelsky.

Le votazioni si terranno oggi dalle 11 alle 21. Il vincitore si saprà solo domani, anche se il rifiuto di Grillo era già stato anticipato nelle scorse ore da quelli di Romano Prodi, Dario Fo e Gino Strada.

Alla votazione – si legge sul blog del comico – possono partecipare gli iscritti al M5S al 31 dicembre 2012 che abbiano inviato i loro documenti digitalizzati”, che consisterebbero in circa 48.282 elettori, compresi coloro che non si sono espressi al primo turno.

LE POLEMICHE SUL NOME DI GRILLO
L’esclusione di Grillo potrebbe essere figlia anche delle polemiche scoppiate in Rete.
Le regole del Movimento 5 stelle dicono con chiarezza che chi come Grillo è stato condannato in via definitiva non è candidabile.
A guidare la protesta contro il comico è stato proprio uno dei guru del movimento, il professore genovese Paolo Becchi, che da Twitter ha lanciato i suoi strali.
Se (Grillo) non può stare in Parlamento per le regole del Movimento – ha scritto – tanto meno potrà fare il presidente della Repubblica. Si farà votare per poi dimettersi e passare la mano al secondo classificato? Danneggia però cosi l’undicesimo candidato che non conosceremo”.

LA SORPRESA PRODI E LA STRATEGIA GRILLINA
Nella rosa dei nomi votati durante le Quirinarie, il nome più discusso è stato senz’altro quello dell’ex presidente del Consiglio Romano Prodi.

Contro la sua candidatura si è scagliato il solito giurista Becchi (“Se il nuovo che avanza nel movimento è Romano Prodi allora siamo messi male, molto male. Prodi è intollerabile”), ma anche molti parlamentari a 5 stelle come Riccardo Nuti, nonché i grillini “duri e puri”.

A essere stupito della scelta è anche Mauro Suttora, scrittore e giornalista del settimanale Oggi (Rcs), attento osservatore della galassia 5 stelle che provocatoriamente si chiede: “Vuol forse dire che l’odio anticasta vale contraddittoriamente per alcuni e non per altri? Non credo – aggiunge – alle voci di un incontro tra Prodi e Casaleggio. Se il nome dell’ex presidente del Consiglio è spuntato è semplicemente perché ha un seguito”.
In una conversazione con Formiche.net, Suttora chiarisce anche la strategia grillina per il Quirinale, anche se non è ancora chiaro quale nome sia gradito ai vertici del Movimento 5 stelle.
Penso che Grillo – dice Suttora – voglia solo utilizzare la scelta del presidente della Repubblica come un esperimento, ma che non abbia un piano particolare, né un nome da promuovere in prima persona”.

IL FALLIMENTO DELLE QUIRINARIE
Per Suttora, il dato più importante di queste consultazioni rimane però la débâcle che ha costretto Grillo a sospenderle per un presunto attacco informatico. Che si tratti di hackeraggio o d’un semplice deficit del sistema, per lo scrittore e giornalista di Oggi “con quest’avvenimento tramonta l’illusione – per alcuni, o la speranza per altri – di realizzare il sogno di Gianroberto Casaleggio di una democrazia diretta online. Internet s’è dimostrato troppo vulnerabile per sostenere appuntamenti così importanti come le votazioni online”.

Condividi tramite