Stadi da 10.000-20.000 spettatori, con un costo tra i 1.000 e i 2.000 euro a posto, realizzati grazie a un iter amministrativo certo, da conseguire attraverso il project financing o la Concessione, quindi servizi ad hoc per migliorare l’impianto in termini di funzionalità, sicurezza, connettività, accessibilità, impatto ambientale e interazione fra tifosi.

Da ottenere, infine, con mix tra le differenti forme di finanziamento e strumenti di accesso al credito disponibili. E’ lo stadio sostenibile della Serie B (nella foto l’immagine di Andrea Abodi – presidente Lega serie B), uscito da uno studio durato sei mesi (coordinato dallo staff del presidente e del direttore generale Paolo Bedin) e che ha rappresentato il primo step di “B FUTURA”, la piattaforma di sviluppo infrastrutturale della Lega Serie B, che intende dare una risposta concreta al problema dell’impiantistica sportiva delle società associate. Una vera e propria attività di supporto, con un’operazione di sistema finalizzata alla riqualificazione e l’ammodernamento di stadi già esistenti o la realizzazione di nuovi.

In questa prima fase la Lega Serie B, coordinata da Lorenzo Santoni, in collaborazione con i cinque partner Unioncamere (per l’Analisi del contesto e studio di fattibilità), Anci (per l’iter amministrativo), Ance (per la Progettazione preliminare standard), Finmeccanica (per l’Elaborazione di un modello tecnologicamente all’avanguardia) e Istituto di Credito sportivo (per l’Individuazione di strumenti di finanziamento e accesso al credito), ha elaborato un modello ideale di sviluppo.

Con il report di B FUTURA – Piattaforma di Primo Livello, la Lega Serie B  prova a fornire una serie di risposte a diversi interrogativi nella convinzione che queste infrastrutture debbano tornare a essere pienamente luoghi di socialità destinati agli appassionati e ai cittadini, generando ricavi incrementali per i club.

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