Essere salvati dalla bancarotta ha un prezzo, e per i Paesi dell’area euro pare sia la recessione.
I costi dell’austerità imposta da Bruxelles in cambio dei piani di aiuti europei sono evidenti: la Grecia è sempre in profonda contrazione, per quanto leggermente meno acuta dei trimestre passati. Il Portogallo resta a sua volta in gravi difficoltà, e intanto Cipro sembra a sua volta farsi risucchiare nella caduta del Pil.

Gli aiuti sono stati concessi solo a condizione di energici programmi di risanamento dei conti e riforme economiche, che diversi osservatori accusano essere concausa della crisi che non sembra finire.

I dati, pubblicati oggi da Eurostat, non lasciano dubbi sulla seria situazione economica che attraversa il continente. Elementi che – anche alla luce dell’entrata in recessione della Francia e della debolissima crescita tedesca nel primo trimestre del 2013 – riaccendono il dibattito sulla necessità di allentare le cinghie del rigore europeo voluto finora proprio dalla Germania di Angela Merkel. Di un’inversione di rotta, ancora lontana dall’arrivare, si è discusso nel recente G7 finanziario di Londra.

GRECIA
Per la media dell’Unione valutaria il Pil ha segnato un meno 1% su base annua, in Grecia la portata della recessione viene evidenziata da un pesante meno 5,3%, che comunque rappresenta una attenuazione della caduta rispetto al meno 5,7% registrato nel quarto trimestre 2012 e al meno 6,7% del terzo.

PORTOGALLO
In Portogallo ci sono anche i dati sulla variazione congiunturale del Pil: in questo caso un miglioramento ci sta, con un meno 0,3% dai tre mesi precedenti a fronte del meno 1,8% segnato a fine 2012. Ma tenuto conto che comunque continua ad essere una contrazione, il miglioramento viene offuscato dalla dinamica annua, che invece ha segnato un lieve peggioramento al meno 3,9% dal meno 3,8 per cento del trimestre precedente. Un andamento che potrebbe riflettere l’effetto trascinamento della bassa performance segnata sul finale d’anno.

CIPRO
A Cipro intanto il Pil ha segnato un pesante meno 1,3% dai tre mesi precedenti, il dato peggiore di tutta l’area euro dopo il già grave meno 1,2 per cento del quarto trimestre 2012.
Nel confronto su base annua, l’ultimo dei paesi beneficiari di un “salvataggio” Ue vede la dinamica peggiorare al meno 4,1% dal meno 3,4% di tre mesi prima.

SPAGNA
Crisi anche per la Spagna, che ha ricevuto un sostegno parziale, limitato al comparto bancario dai partner europei. Il Pil è calato dello 0,5 % rispetto ai tre mesi precedenti, dopo un meno 0,8% a fine 2012, e ha segnato un meno 2% su base annua dopo il meno 1,9% del trimestre antecedente.

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