Delle due l’una: o si tratta di tempismo perfetto, o di fortuna sfacciata. Sta di fatto che nel periodo più caldo per le lobby, da almeno un anno a questa parte (un clima simile lo si respirò poco prima di luglio, quando il governo dichiarò che si sarebbe occupato di lobby nei mesi successivi), escono tre libri dedicati al tema.

Il primo delle vicende italiane si interessa poco. Lui è Daniel Guéguen, professore e giornalista (qui il suo profilo) non nuovo al tema. Il libro invece si chiama Reshaping European Lobbying. In attesa di leggerlo, questo è l’abstract: With the Lisbon Treaty and new institutional practices, lobbying in the EU is becoming more complex, more opaque, more ad hoc and more legal. This book analyses in depth the radical transformation of lobbying in the drafting, adoption and implementation phases of EU decision-making. Sembrerebbe a tutti gli effetti un manuale.

Quello che sicuramente non è (e non ambisce a essere) un manuale è il libro di memorie di Bisignani, la bestia nera dei lobbisti. Si chiama “L’uomo che sussurrava ai potenti”, è uscito oggi e se ne parla già tantissimo (qui un post di Formiche). Sembrerebbe il classico libro con tante indiscrezioni (promesse, ma poche rivelate) che coinvolgono persone note.

Il terzo è “Trafficante sarà lei”. Lo hanno scritto a 4 mani 2 big del settore: Santo Primavera (guardate lo sfondo del suo profilo su Twitter per rendervi conto della mole letteraria che ha prodotto sul tema) e Massimo Micucci, fondatore e partner di Reti con Claudio Velardi, oltre che blogger. Il libro (lo presentavano oggi a Roma) prende le mosse dalla recente approvazione della legge anti-corruzione e il famigerato “traffico di influenze illecite” e propone di cercare “nuovi lobbisti, nuovi decisori e regole più chiare”.

 

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