And the winner is…ancora lui, il once innominabile, e oggi presentissimo in tv e in libreria, e in grande spolvero. Luigi Bisignani, parliamo di lui ovviamente.

Ospite ieri a Bersaglio mobile di Mentana, LB ha assistito (più che dare vita) a una gran puntata. Ed è stato anche fortunato. Ci si sono messi Ferrara e Mentana a litigare (qualcuno dice volutamente, io non credo, conoscendo la presenza scenica “ingombrante” di Ferrara). Il video del loro diverbio è cliccatissimo su youtube (guarda Qui e leggi il breve commento di Formiche Qui).

La trasmissione integrale la potete vedere Qui. C’è poco da dire. LB – “il battitore libero senza padroni ne padrini“, come si definisce lui, ma poi vira sui più confortevoli giornalista e consulente – appare in forma. Dispensa consigli istituzionali su come dovrebbe comportarsi un Presidente del Consiglio, racconta (Andreotti, Sindona, Craxi, Lima) facendo capire di sapere molto di più. Non reagisce mai alle tante provocazioni degli ospiti. Anzi, ne incassa il riconoscimento, soprattutto di Ferrara, che lo chiama “inquilino prestigioso dei Palazzi e figura indispensabile della nostra democrazia“. Quando è proprio costretto a difendersi lo fa evadendo con eleganza (“le idee sono meglio del potere“). Addirittura oggi ottiene una menzione (implicita) sul blog di Beppe Grillo.

La conferma della buona riuscita della comparsata tv ce la dà Twitter che, come sempre, si rivela ottimo termometro delle reazioni del pubblico (di un certo tipo, almeno, quello a cui piace informarsi). Quelle che hanno accompagnato la trasmissione di ieri oscillano tra l’ironico, lo scettico e l’interessato. Nessuna offesa o presa di distanze plateale. “Il sorriso di Bisignani mi ricorda quello enigmatico e beffardo dei ritratti dei fiamminghi”, scrive nomfup, seguito a breve distanza da Goffredo De Marchis “Montezemolo, Santanchè, Andreotti e Berlusconi. I punti di riferimento di Bisignani sembrano una barzelletta“. Poche ore prima una gongolante casa editrice (Chiarelettere) scriveva si aver raggiunto le 50mila copie del libro, aggiungendo ironicamente “Fino a stasera basteranno?” Definitivo, infine, Paolo Madron, che commenta così la trasmissione “mai come ieri sera si è visto che twitter è il cameriere che spia la tivù dal buco della serratura. Per poi parlarne” male”.

E tutto questo fa riflettere  sul fatto che le lobby si confermano argomento più mediatico che tecnico. Qualcuno sostiene sia colpa della mancanza di regole. Per esempio Claudio Velardi su ItaliaOggi (Velardi dice tante altre cose interessanti, l’intervista vale la pena di essere letta. La trovate Qui). Vero. Forse. A me pare che il richiamo della parola lobby sia talmente forte che, soprattutto in un Paese di retroscenisti come il nostro, non riusciamo proprio a collocarla entro un contesto sobrio e, appunto, tecnico. Continuiamo a dirci che dovrebbe stare lì, tra le cose serie, salvo poi constatare che attira attenzioni legittime, ma di tutt’altro tipo. Vedremo se il nascituro DDL governativo sulle lobbies cambierà le carte in tavola.

Per ora invece le carte parlano chiaro, pure troppo se alla fine della fiera il messaggio è che conviene essere Bisignani. Anzi, “super-Bisignani”, come Ferrara definisce il premier.

 

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