Per una volta non parlerò di sport ed economia, bensì di politica, a meno di un’ora dal silenzio elettorale. Una passione che è nata 5 mesi fa, quando ho avuto l’onore di essere candidato con “Scelta Civica” al Senato della Repubblica (nel Lazio). Una passione che è poi continuata in questi ultimi due mesi, quando ho aderito all’invito di due candidati (Alessandro Onorato e Giovanna Marchese Bellaroto) di seguire il coordinamento di un gruppo di “giovani” nel XV municipio per la lista “Alfio Marchini sindaco”. Un impegno diverso da quello del candidato-tipo, un modo differente di vivere un’esperienza politica sul campo, anzi sul territorio.

Un progetto, quello di Alfio Marchini, che mi è piaciuto subito per la sua “trasversalità” rispetto ai partiti tradizionali. E questo pensiero è stato granitico fino al 27 maggio sera, quando ho capito, che la trasversalità sbandierata da Marchini stava virando a sinistra, nel segno di una “discontinuità”, che è stata subito abbracciata, a torto o a ragione, dal candidato sindaco Ignazio Marino (come se Alemanno non avesse diritto a proporre un nuovo modo di fare politica, pur nel proseguimento di un progetto sul territorio capitolino).

Lì ho capito che stavamo tornando chiaramente in un’orbita di bipolarismo, dove il “cuore a sinistra” di Marchini (imprenditore che continuo a stimare a priori, per essere una persona speciale per quello che dice e pensa) non poteva coincidere con il mio vissuto esperienziale, con la mia storia personale, con quello della candidata Giovanna Marchese, ma, soprattutto, con quella del nostro elettorato, da sempre di centro-destra qui nel territorio del XV municipio.

Le liste civiche hanno e possono avere un senso se rimangono integre anche dopo il primo turno, ma se poi si sbriciolano in una direzione o nell’altra nella fase successiva di ballottaggio, perdono quella spinta vitale che rappresenta il motore del progetto stesso. Bravo Marchini fino al primo turno, un po’ meno dopo, quando la bandiera della trasversalità è stata ammainata nel solco di un bagaglio esperienziale, di cui anche Marchini (cittadino come tutti noi) è portatore.
A quel punto il nostro gruppo ha scelto, senza se e senza ma (nel solco di un voto moderato e cattolico), il progetto di Gianni Alemanno a sindaco di Roma e quello di Gianni Giacomini – candidato presidente del XV municipio, a capo di ben 10 liste, di cui molte civiche. Qui, in questo territorio, si intende incidere in alcuni settori specifici (come per esempio il commercio o lo sport), partendo, anche in questo caso, dalle esperienze nell’Assocommercio RomaNord CNA di Giovanna Marchese.

Rimango stupito di posizionamenti bizzarri a livello politico (come quello di un candidato di Marchini oggi al fianco del PD nel XV municipio pur essendo “nato” in area AN), che fanno capire come ormai questa politica abbia bisogno di essere rifondata, partendo proprio dai valori, che rimangono il DNA di ogni progetto. Quando si rinnegano i valori di partenza, oltre che la propria storia, per me si “muore politicamente” (nel senso lato della parola).

Quello che emerge, alla fine di questa nuova esperienza, è che lo spazio per una “terza via” è sempre più ridotta, rispetto ad un bipolarismo perfetto, che, intercetta la coscienza degli elettori, stanchi di cercare nuovi modi di fare politica, soprattutto quando vengono proposti dalle stesse persone che hanno vivacchiato in un vecchio mondo che non esiste più.

Non basta presentarsi con un vestito nuovo o un nome/logo nuovo, non basta proporre slogan convincenti, se poi non si ha la forza morale di rimanere saldamente trasversali, dal primo giorno della campagna all’ultimo.

Il bipolarismo vince e vincerà finchè la trasversalità sarà solo uno slogan da primo turno, poi abbandonato nelle settimane successive alla ricerca di apparentamenti più o meno ufficiali. La gente non è stupida e questo penalizzerà fortemente chi continuerà a cercare nuove vie politiche, che non hanno però la benzina, ma, soprattutto, il coraggio politico per arrivare in fondo al percorso costruito a monte.

“Buon voto” e speriamo che il nuovo sindaco, sappia riammodernare questa città, partendo magari proprio dal sociale, dallo sport, dal turismo e dal commercio, motore vitale di questa metropoli europea.

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