Nei minuti immediatamente successivi alla lettura della sentenza del tribunale di Milano, i telefoni “azzurri” hanno cominciato a lavorare freneticamente. Obiettivo? Tentare di costruire un ponte con i Radicali sui referendum per la giustizia.

L’ancora di salvezza del Pdl? Ancora una volta potrebbe essere Marco Pannella. Nei minuti immediatamente successivi alla lettura della sentenza del tribunale di Milano, i telefoni “azzurri” hanno cominciato a lavorare freneticamente. E non solo per rimbalzare alle agenzie commenti e dichiarazioni, ma per dare conferma a un’idea maturata già da tempo dalle parti di via dell’Umiltà (pardon, di piazza San Lorenzo in Lucina, nuova sede). Tentare di costruire un ponte con i Radicali sui referendum per la giustizia.

Tutto in un tweet
L’input formale si ritrova in un tweet del capogruppo pidiellino alla Camera Renato Brunetta che questa mattina scrive: “#Giustizia, Riformiamola con i referendum radicali”. Ma la volontà di utilizzare l’imponente mobilitazione (e le sensibilità conseguenti) che i Radicali stanno mettendo in moto non è certo nata ieri, come dimostra il lavoro sottotraccia portato vanti da alcuni cosiddetti pontieri.

Silvio e Marco
E così dopo gli incroci tra Silvio e Marco del 1994 e 1996, oggi se ne sta preparando un altro. I cinque quesiti referendari proposti dai Radicali, (la responsabilità civile dei magistrati, la separazione delle carriere, l’eliminazione della custodia cautelare nei reati non gravi per il rischio di reiterazione, le restrizioni per il lavoro di magistrati fuori ruolo e l’abolizione dell’ergastolo) come occasione per procedere ad una grande riforma della giustizia e potendo contare su un punto di riferimento assoluto in quel campo: chi meglio di Marco Pannella, dunque, per riformare “quella” voce? Chi meglio di lui, protagonista del referendum sulla responsabilità dei magistrati e di mille altre iniziative in chiave garantista potrebbe andare in soccorso all’armata dei berluscones?

Al via la raccolta di firme
La raccolta di firme avviata da pochi giorni riguarda la dozzina di referendum per i quali i Radicali, assieme ad altre associazioni e gruppi politici, hanno inteso avviare una mobilitazione prima dell’estate e che riguardano anche questioni legate a immigrazione, droga, divorzio breve, diritti civili. E che, proprio alla vigilia del deposito formale, aveva visto serpeggiare un certo nervosismo. Infatti il tesoriere di Radicali Italiani, Michele De Lucia, si era schierato apertamente contro Pannella e i fedelissimi che avevano presentato i referendum sulla giustizia dopo che per un anno e mezzo si erano proclamati, in tutte le riunioni, contro i referendum che invece un’altra ala del partito sosteneva. E definì “indecente” che tesoriere e segretario dei Radicali avessero appreso del deposito solo dal sito internet del partito. Avviando una querelle proprio con Pannella che a stretto giro replicò per le rime, mostrando il (vero?) nervo scoperto: ovvero, i partiti di sinistra e il sindacato (oltre alla magistratura militante) che non vedrebbero di buon occhio quella tara di provvedimenti proposti, che invece farebbero felici il partito degli anti giudici e di conseguenza anche il Pdl. Solo indiscrezioni?

twitter@FDepalo

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