Il fronte dei laicisti italiani è così povero di profondità che ha immaginato di poter strumentalizzare le parole di un papa, Francesco, che sta rivoluzionando la Chiesa e al contempo stupendo i critici del l’istituzione di Pietro.
”Favorevole alla pacifica convivenza tra religioni diverse è la laicità dello Stato, che, senza assumere come propria nessuna posizione confessionale, rispetta e valorizza la presenza del fattore religioso nella società, favorendone le sue espressioni concrete”.

Sono bastate queste poche, semplici parole pronunciate a Rio per alimentare l’equivoco – un tantino banalotto, va detto – fra chi in Italia ha esultato pensando che il Pontefice si riferisse al nostro Paese, che invece è agli occhi di Bergoglio “alla fine del mondo”.

Il papa si rivolge a tutti e in questo caso particolare a tutti quei regimi confessionali dove la religione cristiana è bandita. La laicità delle democrazie occidentali è un valore ormai consolidato ma è purtroppo non è la regola se si guarda alla dimensione globale.
Non è un caso che dopo Bergoglio abbia ritenuto di tornare sul tema spiegando il senso della missione evangelica della Chiesa.

“Nell’ambito della società c’è una sola cosa che la Chiesa chiede con particolare chiarezza: la libertà di annunciare il Vangelo in modo integrale, anche quando si pone in contrasto con il mondo, anche quando va controcorrente, difendendo il tesoro di cui è solo custode, e i valori dei quali non dispone, ma che ha ricevuto e ai quali deve essere fedele”.

“La Chiesa – ha spiegato – avanza il diritto di poter servire l’uomo nella sua interezza, dicendogli quello che Dio ha rivelato circa l’uomo e la sua realizzazione”.

“La Chiesa – ha continuato Francesco – desidera rendere presente quel patrimonio immateriale senza il quale la società si sfalda, le città sarebbero travolte dai propri muri, abissi, barriere”. Per Francesco, dunque, “la Chiesa ha il diritto e il dovere di mantenere accesa la fiamma della libertà e dell’unità dell’uomo” e “ha una parola da dire” su temi come educazione, salute, pace sociale, che sono le urgenze brasiliane, perché per rispondere adeguatamente a tali sfide non sono sufficienti soluzioni meramente tecniche, ma bisogna avere una sottostante visione dell’uomo, della sua libertà, del suo valore, della sua apertura al trascendente”.

Insomma, i laicisti all’amatriciana non c’hanno azzeccato neppure questa volta!

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