…voleva mezza mela/la mamma non l’aveva/e Pimpirulin piangeva…

Sta tutta qui la storia recente di alcuni lobbisti italici. Non tutti ovviamente. Quelli privati soprattutto. Vorrebbero la mezza mela, e cioè il registro a facoltà di iscrizione e la libertà, se serve, di elargire fondi ai politici. Con gran scorno dei poveri lobbisti d’azienda. Quelli che cioè lavorano per strutture che sono tenute per legge a pubblicare bilanci e rendiconti. Magari si fa un po’ di fatica a capire quanto è stato speso e come.  Ma le informazioni ci sono tutte. Quelle che mancano invece sono le informazioni sugli studi di lobbying, sulle piccole società private e sugli studi legali. Tutti soggetti che, oggi, non hanno nessun obbligo in tal senso.

Prima della debacle di venerdì rimescolasse tutte le carte si era fatto di tutto per dar e ai Pimpirulini questa mezza mela, sperando che smettessero di piangere. Leggete qui il primo comma dell’articolo 4 di uno dei due testi arrivati in Consiglio. è quello dedicato all’elenco dei portatori di interessi:

I soggetti che svolgono attività di rappresentanza di interessi particolari nei confronti dei decisori pubblici sono tenuti ad iscriversi nell’Elenco dei portatori di interessi particolari, di seguito denominato «Elenco»“. Qui io leggo e capisco che c’è un obbligo all’iscrizione. Si poteva magari scriverlo più chiaramente, ma tutto sommato il testo è chiaro. Salva la lettura di quello che segue: “Sono in ogni caso tenuti ad iscriversi nell’Elenco i dirigenti responsabili delle strutture organizzative adibite all’attività di relazioni istituzionali eventualmente costituite in organizzazioni, associazioni, enti, imprese, movimenti o società o altri organismi“. Qui non capisco più. Perché ribadire il concetto? Allora la prima iscrizione non è obbligatoria?

Ecco la mezza mela. Che diventa una mela tutta intera (sempre per la gioia dei Pimpirulini) quando scopri che, tanto per cominciare, Camera e Senato sono state escluse (e quindi anche se l’iscrizione fosse obbligatoria tutto sommato varrebbe a metà, visto che in Parlamento si continuerebbe a fare come si è sempre fatto: all’amatriciana).

E poi subito dopo scopri (articolo 6, comma 2) che: “Non possono altresì essere iscritti nell’Elenco, durante il loro incarico, i dirigenti di partiti, movimenti e associazioni politiche o sindacali, nonché i giornalisti pubblicisti e professionisti“. Quindi, per capirci, Confindustria e le sue articolazioni sono state fatte fuori? No perché a quelli di viale dell’astronomia nessuno è andato a spiegare che non sono più giuridicamente qualificati come sindacato e che quindi non sono compresi in questa esclusione. Tant’è che più di un dirigente di settore ha preso carta e penna e ha scritto al Presidente del Consiglio chiedendo lumi.

Quanto rumore per una mela a metà. Ma non era meglio usare la seconda parte della filastrocca? a mezzanotte in punto, passa un aeroplano/sopra c’era scritto/”Pimpirulin sta zitto!”

 

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