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Che cos’è il capacity market lanciato da Bortoni

Garantire una disponibilità di capacità produttiva di energia elettrica nel lungo periodo attraverso un corrispettivo da riconoscere ai produttori: ecco cosa prevede il capacity market che dovrebbe essere operativo dal 2017. Si tratta di un progetto contenuto nello schema di disciplina varato dall’Autorità per l’energia e su cui l’ultima parola spetterà al ministero dello Sviluppo economico.

Lo schema
L’obiettivo dello schema elaborato dall’Autorità presieduta da Guido Bortoni è consentire la creazione di un mercato della capacità che per avere una disponibilità di energia elettrica nel lungo periodo. Lo scopo è riuscire a fronteggiare la crescita dei consumi, evitando situazioni di stallo critico alla voce sicurezza e in qualche modo ‘assicurando’ i clienti finali contro il rischio-prezzi. Il report sui criteri finali da utilizzare per le procedure sarà applicato non prima del 2017, dal momento che al momento si registra un eccesso di capacità produttiva. Cosa accadrà alla scadenza prevista? A quel punto, quando l’intera infrastruttura relativa al mercato sarà pienamente operativa e funzionale, i produttori avranno l’obbligo di assicurare una disponibilità di capacità produttiva di energia elettrica che sia in grado di tutelare il sistema dal rischio di deficit di generazione o da altre situazioni critiche.

Parametri del capacity
Le quantità di capacità da mettere a regime per renderle disponibili verranno definite dal gestore della rete sulla base di una serie di valutazioni che comprendono: i consumi preventivati, le singole esigenze di riserva, gli effetti delle cosiddette misure di efficienza energetica, la produzione da fonti rinnovabili. Secondo i relatori dello schema uno dei maggiori vantaggi risiederà nel superamento dei costi dell’attuale meccanismo di capacity payment.

Capacity Payment
Si tratta di un sistema di incentivazione alle energie fossili, dal momento che la concorrenza delle energie rinnovabili sta portando varie centrali tradizionali alla chiusura. E’ figlio di un emendamento bipartisan approvato nello scorso Decreto Sviluppo, presentato dall’ex sottosegretario Stefano Saglia, con il sostegno di Pd, Fli, Udc e Lega Nord. Secondo il senatore Pd, Francesco Ferrante, l’emendamento ha lo scopo di “omogeneizzare l’erogazione di energia elettrica, perché grazie al fotovoltaico durante il giorno i consumi nazionali vengono coperti in larga parte dalla fonte rinnovabile e non inquinante, rendendo però giustamente necessario che gli impianti a ciclo combinato siano sempre pronti a sopperire a eventuali necessità aggiuntive”. Lo scorso 22 maggio Paolo Scaroni e Fulvio Conti, amministratori delegati di Eni ed Enel, si erano recati per l’appunto a Bruxelles per valutare le possibilità che anche a livello europeo si potesse affermare l’approccio del capacity payment.

twitter@FDepalo

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