In questi ultimi giorni abbiamo assistito, non senza stupore, a tentativi di Scelta Civica (insieme a “pezzi” di UDC), miseramente falliti, di presentarsi all’elettorato lucano, in attesa delle prossime regionali in Basilicata, come il movimento-guida dei “Moderati”.

Nella realtà, non ci credono neppure loro e “giocano” con la comunicazione sui giornali presentandosi come quello che non sono. Ormai, in Scelta Civica c’è una lotta intestina, sotto gli occhi di tutti, che porterà alla sua totale disgregazione. Troppe anime, troppi gruppi, troppi modi (diversi l’uno dall’altro) di fare politica. Più che di politica, visti gli eventi, dovrebbero occuparsi di scissione dell’atomo, visto la polverizzazione di un movimento nato troppo velocemente e che non è mai stato in grado di trasformarsi in partito nazionale.

Viene, pertanto, da sorridere, perchè gli stessi che la mattina (ma anche la sera) litigano in Parlamento o nelle stanze della Direzione Nazionale (tra l’altro, ironia della sorte, hanno scelto come ufficio quello che fu del compianto FLI – un segno del destino?) cercano di portare avanti progetti (senza futuro) sui diversi territori locali.

Secondo gli ultimi sondaggi sono già fuori dal Senato ed entro l’anno scenderanno, sempre nei sondaggi, sotto il 4% (oggi sono al 5%) alla Camera. Praticamente sono fuori da tutti i giochi, ma continuano a giocare, questo sì, con l’elettorato, sia su scala nazionale, sia in Basilicata. Diventa, pertanto, quanto meno buffo il tentativo (senza un elettorato in grado di credere nel loro progetto) di SC Basilicata di presentarsi a capo di una coalizione di moderati. A quale titolo, verrebbe da domandare ai colleghi di Scelta Civica Basilicata?

In Basilicata, così come in Italia, serve, piuttosto, un nuovo modo di intendere e vivere la politica, tornando a valorizzare i diversi territori, e considerando, soprattutto, l’elettore-tipo non come una “mano che introduce la scheda nell’urna”, quanto come un interlocutore con cui confrontarsi e dialogare su progetti che abbiano al centro il “valore della persona”, cosa che non vediamo da tempo in questa terra così martoriata, a tutti i livelli, anche da parte della stessa politica (quale che sia il colore). Questo concetto-guida dovrà essere declinato su diversi macro-temi: occupazione (soprattutto giovanile), economia, salute, nuovo rapporto cittadino-PA, ecc.

Ecco perchè “Noi siamo l’Italia” sta lavorando, da diverse settimane, per creare una alleanza nell’area dei moderati. Nascerà nel nostro segno l’unica e vera “CASA dei Moderati”. Invitiamo, pertanto, i rappresentanti di SC (e ve ne sono tanti), che non si riconoscono in queste “carnevalate” pre-elettorali (parlo dell’ipotesi di alleanza annunciata dai dirigenti di SC Basilicata nei giorni scorsi), ad unirsi al nostro movimento, perchè rappresenteremo concretamente le aspirazioni degli elettori lucani “moderati” alle prossime regionali della Basilicata.

Ulteriori tentativi, da parte dei politici locali di SC, di aggregare forze politiche in quest’area (per portare in dote al centro-sinistra una “cassaforte di voti” da valorizzare post-tornata elettorale) abortiranno ancor prima di nascere, perchè gli elettori lucani sono stanchi di essere presi in giro, ma soprattutto di essere utilizzati come pedine di un risiko politico, che produce benefici concreti  solo per i “signori del voto” e non per il territorio.

Contro questo “saccheggio” morale, oltre che politico, delle coscienze lucane ci opporemo con forza, proponendo l’unica Alleanza di Moderati, possibile oltre che credibile, in modo da disincentivare, chi, dovesse provare a lanciare liste posticce e taroccate di “centro”La gente lucana è stanca di essere presa in giro dalla politicaLa politica inizi a rispettare finalmente le persone e non a considerarle mera merce di scambio elettorale. Questa è la nostra prima promessa alla Lucania, come “Noi siamo l’Italia”.

Abbiamo, infine, letto sui giornali lucani l’apertura di Guido Viceconte (coordinatore regionale PDL) ad un’alleanza con i moderati. Ne siamo contenti, ma vogliamo capire il progetto politico che c’è dietro e soprattutto approfondire i punti di un possibile programma condiviso, per rispondere in tempi brevi alle esigenze del nostro futuro elettorato. In Basilicata è tempo di fatti, di parole ne sono state spese fin troppe.

Marcel Vulpis – fondatore del movimento politico “Noi siamo l’Italia”

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