L’agenzia francese I-Media, solitamente ben informata sulle questioni d’Oltretevere, ha rivelato ieri che il prossimo 21 e 22 febbraio il Papa terrà un concistoro per la creazione di nuovi cardinali. Si tratterebbe della “prima volta” di Francesco, considerando che l’ultimo concistoro (29 settembre scorso) era stato convocato per decidere la data di canonizzazione dei beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.

Il Sacro Collegio (considerando solo gli elettori, quindi i porporati con meno di ottant’anni) è oggi composto da 109 cardinali, ma diventeranno 106 a febbraio. I posti virtualmente disponibili saranno dunque quattordici. Il tetto massimo fissato da Paolo VI e confermato dai suoi successori è di 120 elettori. Naturalmente, il Papa può decidere sempre di derogare, aumentando anche di qualche unità il collegio.

Discettare sui nomi dei “promossi” appare arduo e si possono solo avanzare ipotesi seguendo la prassi e la tradizione. Innanzitutto, non è noto come intenda operare Francesco, su quali criteri voglia basarsi. Verosimile è che voglia aprire ancora di più alla Chiesa extraeuropea, magari rafforzando la pattuglia di cardinali asiatici e africani (l’Oceania ha un solo cardinale, l’arcivescovo di Sidney George Pell).

La situazione in America latina

In America latina, poi, non mancano i pretendenti. Pur non essendoci sedi cardinalizie di diritto, la tradizione e la prassi vogliono che alcuni prelati si vedano prima o poi concedere la porpora. Tra coloro che sono in attesa c’è monsignor Orani Joao Tempesta, arcivescovo di Rio de Janeiro dal 2009. Ora che il suo predecessore, il cardinale Eusebio Scheid, ha superato gli ottant’anni, è verosimile che Francesco voglia concedere la promozione all’organizzatore della riuscita Giornata mondiale della gioventù del luglio scorso. In lizza risulta anche l’arcivescovo di Santiago del Cile, mons. Ricardo Ezzati Andrello e – soprattutto – mons. Mario Aurelio Poli, successore di Bergoglio a Buenos Aires. Tra i possibili nuovi porporati c’è anche il primate del Brasile, mons. Murilo Sebastiao Ramos Krieger, arcivescovo di San Salvador de Bahia. Negli Stati Uniti i nomi più accreditati sono quelli dell’arcivescovo di Baltimora, mons. William Lori, e il combattivo cappuccino Charles Chaput, arcivesco di Philadelphia. Ma sul nome di Chaput c’è l’ostacolo rappresentato dal fatto che il predecessore, il cardinale Justin Rigali, è ancora elettore. Se sarà confermata la prassi ferrea seguita da Benedetto XVI, Chaput dovrà attendere ancora prima di ottenere la porpora.

I “pretendenti” europei

Ma la lista si allunga non appena si attraversa l’Atlantico e si approda in Europa. Lecito pensare che Francesco creerà cardinale l’arcivescovo di Westminster, mons. Vincent Nichols, e l’arcivescovo di Toledo, mons. Braulio Rodriguez Plaza.

In Italia, ordinari di diocesi tradizionalmente cardinalizie ancora senza porpora ci sono l’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, e il patriarca di Venezia, Francesco Moraglia. Probabile, poi, che ottenga il cardinalato anche l’arcivescovo di Bruxelles e successore del protopresbitero Daneels, mons. Andrée Leonard.

Porpore in curia

Interessante sarà poi vedere a chi il Papa concederà la porpora tra i capidicastero di curia. Il penultimo concistoro di Benedetto XVI, tenuto nel febbraio 2012, sollevò più di un mugugno per l’eccessivo sbilanciamento a favore delle nomine curiali. Davanti alle molte (e fondate) osservazioni, Ratzinger corresse il tiro e convocò un secondo concistoro per l’autunno del 2012, consegnando la porpora a sei arcivescovi provenienti dalle più diverse parti del mondo: nessun italiano e solo uno, James Harvey, attivo a Roma come prefetto uscente della Casa pontificia. Oggi almeno due nomi sembrano certi: il neosegretario di Stato, Pietro Parolin, e il prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, mons. Gerhard Ludwig Muller (che già saltò un turno con Benedetto XVI). Probabile che nell’elenco saranno inseriti anche i nomi del prefetto della Biblioteca vaticana, mons. Jean-Louis Brugues e del nuovo capo del dicastero per il Clero, Beniamino Stella.

La terza riunione della “consulta outsider”

Prima del possibile concistoro per la creazione di nuovi cardinali, comunque, si terrà la terza riunione degli otto porporati incaricati dal Papa di aiutarlo nel governo della chiesa universale e di studiare la riforma della Curia. È sempre I-Media a darne notizia, benché già al termine del primo incontro delle scorse settimane, era stato annunciato che dopo il vertice del prossimo dicembre ce ne sarebbe stato un altro a febbraio.

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