Dopo le indiscrezioni, ecco arrivare la conferma: il prossimo 22 febbraio, festa della Cattedra di San Pietro, Papa Francesco terrà il suo primo concistoro ordinario pubblico per la creazione di nuovi cardinali. La notizia era nell’aria, anche perché rispetto all’ultimo Conclave, il numero dei cardinali elettori si è assottigliato. I posti disponibili (rispetto al tetto massimo di 120 fissato da Paolo VI) saranno quattordici, ma nulla vieta al Papa di derogare, ampliando il numero dei porporati. Rispetto alla prassi, l’annuncio è arrivato molto in anticipo – solitamente la comunicazione veniva diffusa un mese prima della data prefissata. Ciò è dovuto, ha spiegato il direttore della Sala stampa vaticana, Padre Federico Lombardi, alla volontà di Bergoglio di “facilitare la programmazione delle altre riunioni a cui devono partecipare cardinali di diverse parti del mondo”.

Un mese di riunioni in Vaticano

Infatti, il prossimo febbraio si prospetta molto intenso, Oltretevere: prima del concistoro, presumibilmente il 17 e 18, avrà luogo il terzo incontro della “consulta outsider” formata dagli otto cardinali chiamati a consigliare il Papa nel governo della chiesa universale e a studiare la nuova costituzione apostolica che regolerà la curia romana. Successivamente, come da tradizione, il Pontefice presiederà una riunione del Collegio cardinalizio. Dopo il conferimento delle berrette e dell’anello e la messa della domenica in San Pietro con i nuovi porporati, si terrà la riunione del Consiglio del Sinodo (24-25 febbraio). Sempre a febbraio – ma qui non c’è ancora la certezza assoluta – si svolgerà il vertice del Consiglio dei cardinali per i problemi economici e organizzativi della Santa Sede. Lombardi ha anche aggiunto che il Papa aveva comunicato l’intenzione di tenere un concistoro per la creazione di nuovi cardinali già lo scorso 1° ottobre, a margine della prima riunione del “consiglio degli otto”. Una decisione ribadita qualche giorno dopo durante il Consiglio del Sinodo che ha avuto luogo il 7 e 8 ottobre.

Per ora nessun nome

Al momento, non è stata resa nota la lista dei nuovi porporati. I “pretendenti” (i vescovi di diocesi tradizionalmente cardinalizie e i vari capi dicastero di curia) sono molti, sia in Europa che negli altri continenti. Francesco ha le idee chiare, ma ancora una volta non ha fretta di decidere. Probabile, però, che non si assisterà a un’infornata di berrette curiali (come avvenuto nel febbraio del 2012), ma è prevedibile che molti saranno i cardinali presi “alla fine del mondo”, nelle periferie. Non solo America latina, ma anche Africa e soprattutto Asia, dove il Papa è intenzionato a recarsi già il prossimo anno. Giappone, Corea del Sud e Sri Lanka sono in prima fila per aggiudicarsi “la prima” di Francesco in Oriente.

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