Cosa c’è nel futuro politico di Silvio Berlusconi? Tecnicismi e carte bollate hanno avuto l’effetto di determinare una reazione a cascata al procedimento per la decadenza, successivo alla condanna inflittagli per il caso Mediaset. Ma al di là dei riverberi politici post ri-nascita di Forza Italia e ai distinguo popolari del Nuovo centrodestra di Angelino Alfano, per il Cavaliere si aprono una serie di strade (per lo più viuzze) conseguenti alla perdita dello scranno. Ecco in dettaglio quali dopo il voto del Senato sulla decadenza.

INTERDIZIONE
Una prima (seppur solo nell’immagine) perdita di potere e libertà, si registra alla voce “Cavaliere”, carica che deteneva dal 1977 e che non potrà più conservare a causa dell’interdizione di due anni dai pubblici uffici. Inoltre il collegio difensivo composto dagli avvocati Niccolò Ghedini, Piero Longo e Franco Coppi ha presentato il ricorso alla Suprema corte contro la decisione della Corte di appello del 19 ottobre.

DECADENZA
Oggi come annunciato non sarà in Aula quando si consumerà il voto. Ma un minuto dopo potrebbero anche aprirsi le porte degli arresti domiciliari, circostanza che però viene esclusa da Ghedini. Tra l’altro Coppi, che pare non gradisca l’esposizione mediatica dello stesso futuro ex Cavaliere, non manca di sottolineare che Berlusconi «non deve cospargersi il capo di cenere, né fare atti di pentimento».

FUTURO IN POLITICA?
Il magistrato deciderà se Berlusconi potrà avere quella libertà che occorre per fare politica, o limitarne il perimetro ad una ristretta circolazione: così prevede la legge. È chiaro che da qui ai prossimi 280 giorni subirà comunque una notevole limitazione materiale circa movimento e contatti personali. Esclusa una nuova candidatura, sia alla premiership che in Parlamento, per via dei principi stabiliti dalla legge Severino.

REVISIONE
Un’altra delle ipotesi apparse sul tavolo dei difensori di Berlusconi è quella del processo di revisione, un procedimento per nulla snello e rapido, che paradossalmente potrebbe creare ancora più guai al Cavaliere. Se in quel caso dovesse giungere una nuova sentenza definitiva di condanna, allora le cose si complicheranno ancora perché la legge sull’indulto del 2006 stabilisce che, in caso di nuova condanna, chi ha fruito dello sconto deve in qualche modo renderlo. Per cui gli attuali nove mesi di pena si trasformerebbero in 4 anni.

ARRESTO?
“Temo l’arresto? Non saprei. Certo e’ che nei miei confronti c’e’ un odio totale da parte di una magistratura che ha impiantato 57 processi contro di me”.

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