Un ping pong di accusa e difesa con protagonista il ministro del Lavoro Enrico Giovannini: scudisciato e “assolto” rispettivamente da Corriere della Sera e Stampa.

La promessa
“Contiamo di attivare potenzialmente 200 mila soggetti, 100 mila con la decontribuzione e 100 mila con tutte le altre misure”: era questa la previsione del ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, fatta il 26 giugno scorso in occasione del decreto legge sul bonus assunzione giovani. Fulcro del provvedimento era lo stanziamento di 794 milioni di euro nel quadriennio 2013-2016 per incentivare l’assunzione di giovani tra i 18 e i 29 anni “svantaggiati”. Al 31 ottobre, secondo la ricostruzione fatta ieri da Enrico Marro sul Corriere della Sera, le domande di bonus presentate all’Inps sono solo 13.770.

Inchiesta
Secondo Marro la “corsa si aprì il primo ottobre con il cosiddetto clic day, giorno nel quale l’Inps sarebbe dovuto essere preso d’assalto dalle domande online delle aziende”. Ma dopo le prime 24 ore giunsero solo 5.500 richieste, divenute in trenta giorni 13.770 (di cui quelle confermate sono 9.284). Certo, aggiunge, “magari per la fine dell’anno le poche risorse disponibili per il 2013 si esauriranno, ma certo non ci sarà bisogno di alcun rifinanziamento, come si auspicava quando la misura fu lanciata”. E certifica: “Un mezzo flop, insomma. O una goccia nel mare, come preferite, considerando che, per esempio, i giovani che non studiano e non lavorano sono più di due milioni e che quelli disoccupati (hanno perso un lavoro o lo cercano senza trovarlo) sono 654 mila, in aumento di 34 mila nell’ultimo anno”.

Replica
La risposta di Giovannini sul quotidiano di via Solferino è puntuale: “A fine ottobre – scrive il ministro – le domande erano circa 14mila, un valore coerente, in rapporto ai 20 mesi di vigenza dell’incentivo, con circa 100mila assunzioni finanziabili entro il 2015”. Giovannini ritiene dunque che gli sgravi spingono la ripresa e le imprese assumeranno. E precisa che sono le imprese a creare lavoro. Il Governo può favorire tale processo in vari modi e lo ha fatto. Gli incentivi serviranno nei prossimi mesi, con il consolidarsi della ripresa. E dice che “accanto agli incentivi per l’assunzione dei giovani, dei disoccupati di tutte le età, delle donne, degli ultracinquantenni, dei disabili, il D.L. 76 ha previsto altri strumenti (come un uso più flessibile del lavoro a tempo determinato previa intesa tra le parti sociali) proprio per andare incontro a quelle imprese ancora impossibilitate a investire su contratti a tempo indeterminato”. Altro riferimento fatto dal ministro all’allargamento “delle opportunità per avviare nuove imprese a costi ridotti e delle decine di migliaia di tirocini retribuiti per giovani del Mezzogiorno, o delle iniziative della cosiddetta Garanzia Giovani”.

Stampa clemente
Nell’entourage del ministro Giovannini, si legge sul quotidiano torinese, “la spinta è forte a cercare di rilanciare le politiche per l’impiego, anzitutto centralizzando la domanda e l’offerta, a cominciare da un portale nazionale che renda finalmente accessibili a tutti le opportunità di lavoro che si trovano in giro per l’Italia. Ovvio? Mica tanto”. Relegando la questione ai numeri circa l’impatto della crisi sul lavoro: dal 2007persi 1,2 milioni di posti. E nei fatti difendendo il ministro.

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