Un “cervello”, due gambe, tanti imbarazzi e altri cugini (gli alfaniani) che, come da costante politica dell’ultimo lustro, tagliano il cordone ombelicale con il Cavaliere e vanno in cerca altrove di fortuna elettorale.

Ecco lo schema partitico-organizzativo che fa da sfondo alla nascita ufficiale dei circoli di Silvio, ma soprattutto alla nuova-vecchia avventura di una Forza Italia depurata da falchi e da chi un “giro da ministro o quattro giri in Parlamento” ha già fatto e che tra due giorni non siederà in prima fila al grande evento.

DUE GAMBE
“Con un progetto politico chiaro gli strappi si possono ricucire. Sarà un movimento a due gambe: istituzionale e innovativo, attraverso i club”. Le parole del capo dei lealisti Raffaele Fitto rivolte agli scissionisti alfaniani ma anche a chi nella nuova Fi avrà la golden share, rappresentano la plastica raffigurazione di un tavolo che improvvisamente ha invertito l’ordine gerarchico dei posti a sedere. Se fino ad un mese fa scorreva fiele tra Palazzo Grazioli e i governativi confluiti nel Ncd, oggi quelle stilettate si sono trasformate in ramoscelli di ulivo. Ma con la differenza che è cambiato anche l’humus attorno al quale si evolve l’intera partita che coinvolge molto più di qualche scranno alle prossime europee. Fitto rivendica la “paternità” della rottura sul governo, dell’uscita di Fi dalla maggioranza, del tentativo sempre più intenso e avvolgente di rintuzzare i consigli “doppiogiochisti di chi resta al governo e voleva rosolare a fuoco lento il leader”, per usare le parole di un senatore pugliese. Ma oggi dalle colonne del Corriere della Sera, quando di fatto mette in piedi l’ultima chiamata per il vicepremier, compie una mossa che potrebbe non avere un risultato: semplicemente perché dall’altro capo del telefono l’interlocutore ha già cambiato numero e indirizzo, andando a pescare sui territori proprio i delusi dalla gestione forzista.

UN CERVELLO
E’ il nome del nuovo think thank che avrà il compito di immettere benzina nella macchina forzista e se è vero come è vero che uno dei fautori delle ricette liberali della prima come della seconda Fi, Renato Brunetta, già da tempo sta inondando media e siti di spunti di taglio economico grazie alla sua Free Foundation, altrettanto evidente è che non si può presentare un brand di ieri senza prevedere un netto ricambio di volti, braccia e neuroni. É il ritornello che, sotterraneo, è stato suggerito direttamente a Berlusconi dal suo personale inner circle “depurato” da onorevoli e senatori. Un nuovo gabinetto di guerra che, ispirato forse da chi domani (o chissà quando) dovrà assumere il timone anche del partito, ha deciso che era meglio tagliare quei rami che, pur lavorando per il partito e per il leader, oggi sono politicamente “consumati”. E non possono essere presentati ad un elettorato che rivivrà già la costante di un simbolo datato 1994 e del consueto kit del bravo candidato berlusconiano.

I NUOVISTI
Né lealisti né falchi: a vincere l’ultima manche della corsa “Forza Italia” sono stati i nuovisti Marcello Fiori, Simone Furlan e Giovanni Toti. Eccolo il nuovo triumvirato che ha avuto le chiavi del think tank berlusconiano e dovrà elaborare ricette e proposte (possibilmente originali) per togliere la polvere dal marchio Fi e tentare un approccio alle urne che non sia un semplice “déjà vu”. Il vice di Bertolaso alla Protezione civile avrà il compito di coordinare i club di Forza Italia sui territori, un po’ il nuovo Verdini che in molti danno come ai margini di questa veste organizzativa. Al pari dell’ideatore dell’Esercito di Silvio, premiato pare per l’originalità della sua idea e per essere un volto nuovo. Il direttore di Rete 4 dovrebbe affiancare il fido Palmieri nella cabina di regia della “comunicazione”, con in particolare attenzione riservata al movimentismo in rete che, per dirne una, non è stato negli ultimi anni all’altezza degli altri partiti e che pare lo stesso Cavaliere in persona ha preteso che venisse potenziato. Almeno due su tre saliranno sul palco domenica prossima in occasione del battesimo ufficiale di Fi fianco di Berlusconi in persona. Un’investitura ufficiale, ma soprattutto il segno che tutto è suscettibile di cambiamento attorno al leader, incluse colombe, falchi e superfalchi. Tranne quella costante, che dal ’94, catalizza voti e nemici.

twitter@FDepalo

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