“Già paghiamo tasse per svariati miliardi di euro, di cui solo una parte va alle infrastrutture. A cosa serve un nuovo balzello?” Se l’è chiesto dalle colonne del Die Welt il numero 1 dell’ADAC, (l’ACI tedesca), Peter Meyer, che avanza critiche al provvedimento del governo tedesco di introdurre la tassa sull’autostrada: il nuovo ministro federale dei trasporti Alexander Dobrindt dal 2015 introdurrà il pedaggio auto per gli stranieri. Con la protesta dei “forconi teutonici” che hanno inscenato proteste e blocchi stradali per dire no al provvedimento, dal momento che potrebbe avere ripercussioni interne sgradite.

TASSE
Meyer, in una lunga conversazione con il quotidiano tedesco, osserva che gli automobilisti pagano già ogni anno 53 mld in tasse alla tesoreria dello Stato, di cui solo 19 miliardi verranno utilizzati per nuove infrastrutture. In questo è supportato dal partito dei Verdi, che definiscono “goffi tentativi” quelli del governo di non rivelare la causa della nuova tassa: fare cassa.

PEDAGGIO E DUBBI
Ingiusto e ostile ha ribadito il presidente dei Verdi Cem Ozdemir sullo “Spiegel online“. E propone di impedire qualsiasi ulteriore stress, soprattutto per gli automobilisti tedeschi. Meyer ritiene che la politica dei trasporti non trarrebbe grossi vantaggi da un aumento delle tasse, ma occorrerebbero “dei fatti concreti”.

FORCONI TEUTONICI
Un no alla direttrice di marcia imboccata dal governo espresso dagli addetti ai lavori, con i cosiddetti “forconi teutonici” in prima fila. Si tratta di manifestanti scesi nelle strade di Kiefersfelden (in Baviera), per protestare contro l’introduzione dei controlli sul bollino tra il confine con l’Austria. “Mi offende l’ipocrisia – aggiunge Meyer – tanto più che la legge europea attualmente in discussione prevede soluzioni per gli stranieri non autorizzati”.

PROPOSTA
Se tutti gli automobilisti avranno bisogno di acquistare un ticket per le autostrade tedesche allora i tedeschi ricevano in rimborso il denaro tassa di circolazione, propone Meyer, ma al netto dei costi amministrativi non resterebbe un solo euro. Al contrario, il solo pedaggio sarebbe ancora un fattore di perdita. Circa la possibilità di un pedaggio basato sulla distanza, Meyer osserva che gli automobilisti avrebbero dovuto pagare due volte nelle ore di punta, e soprattutto per i pendolari sarebbe “una soluzione particolarmente gravosa e ingiusta”. E annuncia che contro questa “epoca orwelliana, ci opporremo con una sorveglianza totale degli automobilisti”.

INVESTIMENTI
Al momento ci sono in discussione cinque miliardi di euro in quattro anni, una buona intenzione da parte dell’esecutivo ma che non fa dormire sonni tranquilli a chi chiede invece più manutenzione e più investimenti, come ponti e nuove arterie, per cui saranno necessari secondo le stime dell’ADAC 2,5 miliardi annui. Ma Meyer nella sua analisi stupisce perché, mentre da un lato si scaglia contro il pedaggio in questione, dall’altro propone di reperire quelle risorse necessarie dall’aumento del carburante.

twitter@FDepalo

 

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