Tagliare sì, ma come? La mannaia della spending review sugli italiani all’estero rischia di trasformarsi in un autentico autogol. L’ultima vittima è lo Sportello Consolare di Norimberga, che penalizza e delude i connazionali che vivono in Franconia. Già nel 2010 il Consolato italiano era stato chiuso, trasformato in un Ufficio Consolare con un sostanzioso risparmio per il Mae. Si tratta di uno Sportello Consolare che costa poco allo Stato Italiano, ma garantisce la copertura dei bisogni di circa 35mila italiani residenti nella Franconia, evitando costosi e lunghi viaggi (fino a 800 Km) oltre all’intasamento del già sovraffollato Consolato di Monaco.

Gli Sportelli consolari sono burocraticamente “leggeri”, economici e funzionali: e soprattutto producono in termini d’incasso quanto serve per autofinanziarsi. Dove trovare allora i denari per evitare penalizzazioni e disservizi? Nella razionalizzazione di privilegi e sprechi, non cassando servizi essenziali.

Quando il ministro degli esteri Emma Bonino asserisce inoltre che “la circoscrizione estero va abolita sulla base del principio secondo cui vota chi paga le tasse”, forse dimentica che gli italiani all’estero pagano già l’Imu come fossero possidenti di seconde case, come più volte ribadito dallo sforzo del Comitato Tricolore Italiani nel Mondo. E’allora fondato il timore che vi siano  italiani di serie B?

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