Visioni e divisioni sulla manifestazione di protesta a difesa del made in Italy

Una protesta che ha bloccato fisicamente la frontiera del Brennero tra Italia e Austria in difesa del made in Italy, sulla scorta di una vera e propria “battaglia di Natale: scegli l’Italia”. E’ l’iniziativa promossa da Coldiretti per difendere le importazioni di bassa qualità che invece vengono spacciate come italiane, circostanza che ha prodotto la chiusura di 140mila aziende italiane negli ultimi sei anni, secondo le tesi dell’associazione del settore. La manifestazione ha avuto però anche una coda polemica, con Confindustria che non ha gradito la presenza del ministro dell’Agricoltura alla manifestazione.

COLDIRETTI
“615mila maiali in meno in Italia grazie alle importazioni alla diossina dalla Germania”, “1 mozzarella su 4 è senza latte”, “Il falso prosciutto italiano ha fatto perdere il 10% dei posti di lavoro”. Sono gli slogan che sono stati srotolati in occasione della protesta andata in scena al valico del Brennero, alla presenza del ministro dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo. E’ stata anche montata una tenda per la distribuzione di pasti e bevande calde made in Italy. Secondo la Coldiretti solo negli ultimi dodici mesi sono scomparse 32.500 stalle ed aziende agricole, persi 36mila occupati nelle campagne. “Stiamo svendendo un patrimonio del nostro Paese sul quale costruire una ripresa economica sostenibile e duratura che fa bene all’economia all’ambiente e alla salute”, ha dichiarato il presidente Roberto Moncalvo, sciorinando alcuni numeri significativi:
l’Italia produce il 70% dei prodotti alimentari che consuma e importa il 40% del latte e carne, il 50% del grano tenero destinato al pane, il 40% del grano duro destinato alla pasta.

CONFINDUSTRIA
La confederazione presieduta da Giorgio Squinzi si dice sconcertata per il comportamento del ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Nunzia De Girolamo che, con la sua presenza al valico del Brennero in occasione della mobilitazione di protesta della Coldiretti, “ha dimostrato di non tenere in debita considerazione tutte le disposizioni Ue che regolano l’originalità dei prodotti agroalimentari”. Secondo l’associazione degli industriali, “utilizzare i mezzi di informazione per travisare le indicazioni espresse dalla legge europea in materia di Made in, significa ingannare i cittadini, perché al momento vi è una distanza incolmabile e, tra l’altro incomprensibile, tra quanto espresso e sottoscritto dal nostro Paese a Bruxelles e quanto il ministro De Girolamo intende far percepire con la sua azione”.

REGOLE UE

Confindustria infine sottolinea che “per regola comunitaria e accordi internazionali non sono accettabili soluzioni protezionistiche. L’industria agroalimentare italiana sente forte la responsabilità della selezione delle materie prime e con altrettanta responsabilità si impegna da sempre, nel rispetto delle leggi nazionali e comunitarie, per garantire la salute e la salvaguardia dei consumatori e la qualità dei prodotti loro destinati, con produzioni di eccellenza supportate da controlli e selezioni accurate sulle materie prime”.

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