L’Italia uscirà dalla crisi grazie al petrolio. Parola del Wall Street Journal

L’Italia uscirà dalla crisi grazie al petrolio. Parola del Wall Street Journal

Attrarre investimenti esteri rimane una priorità, ma l’Italia potrebbe avere nelle sue viscere la carta giusta e più immediata da giocare per uscire dalla crisi economica: il petrolio.

I “CONSIGLI” DEL WSJ
A svelare i piani del governo guidato da Enrico Letta è il Wall Street Journal, che in un pezzo intitolato “L’Italia trivella per far fronte alla crisi”, dedica ampio spazio alla regione Basilicata e alla Val d’Agri, definita “il Texas italiano” per i suoi giacimenti di petrolio.

I PIANI DEL GOVERNO
Materie prime che potrebbero rimpinguare le vuote casse dello Stato e finanziare spesa pubblica utile alla ripresa- “Il governo italiano, affamato di entrate, a caccia disperata di nuovi posti di lavoro e di politiche che sconfiggano la recessione – scrive il Wsj – sta cercando di sgombrare la strada perché l’Eni e le altre grandi compagnie petrolifere possano accelerare le trivellazioni“. Questo dopo che “per anni i governi locali hanno ostacolato la produzione tra le proteste e le preoccupazioni sui possibili danni all’industria del turismo e all’ambiente“.

IL SOSTEGNO DELLE ROYALTIES
Ora che ai governi locali e alla regione è stato promesso di partecipare in larga misura alla condivisione degli utili – si legge sul quotidiano economico – il governo spera di smorzare l’opposizione a nuove trivellazioni. L’obiettivo – aggiunge il Wsj – è di raddoppiare la produzione nazionale annuale di petrolio e tagliare il costo delle importazioni energetiche di circa un quarto entro il 2020.

LE STIME DEL QUOTIDIANO
Il giornale ricorda che con una stima di 1,4 miliardi di barili l’Italia è il terzo Paese in Europa per quel che riguarda le riserve di petrolio dietro solo alla Norvegia e al Regno Unito. Un dato positivo per un Paese tutt’altro che autonomo sul fronte dell’energia, per la quale dipende in larga parte dalle importazioni. Ma i giacimenti lucani possono anche essere un modo per attrarre quegli investimenti esteri che l’esecutivo di Letta cerca di avvicinare con il piano governativo Destinazione Italia. Ad essere interessati agli investimenti in Basilicata – conclude il giornale – oltre all’Eni, ci sono anche Total, Shell e la giapponese Mitsui. Compagnie che secondo il Wsj stanno investendo 1,6 miliardi di euro in sforzi per sfruttare un campo vicino chiamato Tempa Rossa, che secondo stime conterrebbe da solo 440 milioni di barili di riserve recuperabili. Questo, a detta dei dirigenti petroliferi, ne farebbe il più grande giacimento onshore non sfruttato in Europa occidentale.

ultima modifica: 2014-01-14T11:26:02+00:00 da Michele Pierri

Chi ha letto questo articolo ha letto anche: