Solo da ieri Renzi è a capo del governo con la maggioranza (seppur risicata) nelle tasche. Ma dalle persone fuori (e anche un po' dentro) da palazzo piovono critiche pesanti. Come se avesse già governato -e in malo modo- per molti anni. Ci siamo svegliati tutto d'un colpo oppure ci piace criticare a prescindere?

Ci siamo lamentati quando in politica non si dava spazio alle donne, ci siamo indignati quando i più giovani a sedere in Parlamento non avevano meno di cinquant’anni. Abbiamo manifestato disprezzo per la burocrazia e le formalità di palazzo che oltre a creare barriere tra politica e cittadini rallentano la cosa pubblica, cioè la nostra vita.
Ora con Renzi dentro quel palazzo, nemmeno il tempo di farlo iniziare, ci si lamenta ancora: è troppo giovane, non è preparato, non rispetta i canoni, le sue sono soltanto parole.
Renzi non avrà un curriculum da premier, e molti suoi ministri non convincono per diversi motivi. Ma non si era mai vista prima una tale ondata di critiche preventive ad un governo, che tra l’altro (inutile negarlo) presenta molti segni di ottimismo e rinnovamento.
E poi a pensarci bene, non è che le parole di chi l’ha preceduto abbiano sempre trovato un seguito nei fatti. Al contrario, sono passati decenni interi carichi di promesse non mantenute e anche le più promettenti squadre di governo, piene di curricula politici e tecnici non sono riusciti a dare all’Italia ciò di cui aveva bisogno. E adesso invece? Ci siamo svegliati tutto in un colpo?
A questo punto mi viene un dubbio: siamo davvero interessati alla politica o ci piace criticare a prescindere da tutto?
La cosa certa è che la partita di Renzi non si giocherà solo sul campo della politica, ma anche e soprattutto su quello dell’antipolitica. Il nuovo premier per sopravvivere fino al 2018 (come ha promesso) dovrà trovare nuovi alleati, soprattutto nei cinque stelle che -ad oggi- rappresentano i cittadini più arrabbiati. E dovrà farlo passando proprio dai cittadini.
Ma questo, Renzi, sembra averlo già capito. Ha capito che deve muoversi non come un presidente del consiglio, ma come un sindaco, toccando con mano il territorio, entrando nelle scuole, incontrando lavoratori.
Proprio stamattina è stato in visita a Treviso. Un botta e risposta con gli studenti, poi colloqui con gli amministratori locali, tanti applausi, ma -ovviamente- anche lì le contestazioni preventive non sono mancate: “buffone”, “massone”, “assassino”.
Urla che ricordano le proteste contro Berlusconi, ma a lui sono arrivate dopo quindici anni. Per Renzi questo è solo l’inizio…

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