Delusione, soddisfazione, circospezione. Sono i tre stati d’animo all’indomani dei risultati delle primarie indette da Fratelli d’Italia per far scegliere alla base leader e simbolo. Ma se da un lato l’accoppiata Meloni-Crosetto sembra aver innestato la quinta verso le elezioni europee (dove pare che l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno dovrebbe aver strappato una candidatura nella circoscrizione meridionale), dal Movimento per l’Alleanza Nazionale emergono giudizi contrastanti che saranno più chiari all’indomani della direzione nazionale de La Destra, convocata per il 7 marzo: con all’orizzonte un possibile colpo di scena.

FRATELLI
“Sono soddisfatta per il nuovo simbolo” osserva Giorgia Meloni nel suo editoriale sul sito di Fdi. Riproporre per intero il logo di An insieme a quello di FdI “senza scomporre elementi di uno dei simboli significa riconoscere l’integrità e la dignità di entrambi”. Ecco la ragione per cui i 250 mila partecipanti alle primarie dello scorso fine settimana hanno scelto di “coniugare la tradizione politica di An all’innovazione di FdI”. Il nuovo simbolo, che ha ottenuto il 28% dei consensi, “rappresenta una sintesi perfetta anche rispetto alle due proposte che si sono classificate al secondo e terzo posto su otto proposte complessive”.

AL 6,6%
Lo sostiene l’ultimo sondaggio realizzato da PollWatch, secondo cui Fratelli d’Italia raggiungerebbe il 6,6% che equivale al raggiungimento di 6 seggi nel Parlamento Europeo. Il dato è rivendicato con orgoglio da Fabio Rampelli, deputato di Fdi, secondo cui in occasione delle primarie “si è sviluppata una campagna elettorale vera e propria, con militanti a caccia di preferenze con tanto di santini, banner, perfino manifesti e una campagna capillare porta a porta. Quasi i 2/3 dei votanti erano persone non iscritte, segno di una grande aspettativa e di desiderio di partecipazione”.

AN IN MINIATURA
Di diverso tenore il commento di Francesco Storace, che assieme a Roberto Menia, Adriana Poli Bortone e Oreste Tofani, nei mesi scorsi ha dato vita al Movimentoxlalleanzanazionale. “La delusione è reale e mi dispiace davvero tanto. Le primarie di Fratelli d’Italia sono state condotte per mano verso la rottura. Sembra la seconda puntata dopo l’assemblea della fondazione patrimoniale formata da quelli che sciolsero la destra italiana appena cinque anni fa”. Così il Segretario Nazionale de La Destra verga il suo fondo sul Giornale d’Italia. E osserva: “Non hanno scelto An. Hanno scelto aenne e pure in miniatura. Certo, hanno un congresso davanti e magari ci ripensano, visto che in fondo il simbolo che avrebbe “vinto” – Fratelli d’Italia che contiene An che contiene Msi, già lo chiamano matrioska ed è significativo… – ha ottenuto il 28 per cento dei consensi tra gli otto in palio”.

FUTURO
“Ora – aggiunge l’ex governatore del Lazio – devo solo convocare la direzione nazionale entro una decina di giorni, prendere atto del fallimento del progetto lanciato ad Orvieto e passare la mano. Poi, il partito deciderà il da farsi, ma non intendo inseguire velleitarismi. Auguri a Fratelli d’Italia, che cambiano solo un pezzo del loro simbolo, mortificando purtroppo una bellissima storia politica”. Con più di una voce che sostiene come Storace potrebbe pensare ad una decisione politica clamorosa, lontano da La Destra come contenitore partitico ma portando quegli ideali altrove.

MOVIMENTOXAN
Dal Movimento per l’Alleanza Nazionale il triestino Roberto Menia conferma a Formiche.net tutte le ansie di questi mesi, nel tentativo di accorpare anime e valori che “non possono che stare a destra”, ma senza dimenticare l’amarezza per un’operazione condotta a gamba tesa. “Non ce l’ha prescritto il medico di fare politica, se ci saranno le condizioni per farlo dignitosamente bene altrimenti nessun problema. In questo momento prevale un moto di riflessione – osserva l’ex sottosegretario all’Ambiente – sarebbe un vero peccato che un intero universo di idee, valori e pulsioni non riesca a trovare una sintesi”. Come uscire dunque dall’empasse di controversie, incomprensioni e fughe in avanti? Alcuni approcci in verità pare ci siano stati nelle ore immediatamente successive alle primarie, quando era chiaro che il simbolo di An sarebbe stato apposto accanto a quello di Fdi. Ma proprio la disponibilità al dialogo “se da un lato lascia aperta una porta verso una ricomposizione definitiva, che tenga conto di quanto vale elettoralmente il solo brand di An, dall’altro preoccupa per possibili fughe in avanti o furbate dell’ultimo momento”. Quelle sarebbero da evitare, non fosse altro perché le stesse che hanno prodotto la disgregazione di un mondo.

PARTITA NON CHIUSA
Ma la partita non sarebbe ancor chiusa, come riporta Il Velino, secondo cui chi ha scelto strade diverse dai Fdi sostiene che sarà necessario attendere fino al 10 marzo per scrivere la parola fine sulla diatriba. Quel giorno infatti l’Ufficio centrale brevetti dovrà pronunciarsi sulla titolarietà del simbolo.

twitter@FDepalo

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