L’intesa tra Alitalia e il vettore emiratino Etihad Airways sembra non naufragare, anzi. Dall’accordo nascerebbe un colosso del trasporto aereo capace di fare concorrenza agli altri grandi gruppi europei e mondiali.

LE CRITICHE DI LUFTHANSA
E non è un caso che proprio da altre compagnie del Vecchio Continente si siano levate immediatamente delle critiche al progetto. Prima fra tutte la tedesca Lufthansa, che – rilevava ieri l’agenzia Reuters – ha invocato lo stop all’operazione in virtù di presunti aiuti di Stato.
Il riferimento – come spiega Gianni Dragoni sul Sole 24 Ore – è ai 165 milioni di euro di prestito che le banche italiane accorderanno all’ex compagnia di bandiera per non rimanere a secco nella parte finale della trattativa. Nuovi prestiti che – si legge sul quotidiano di Confindustria – “sono stati deliberati da Intesa Sanpaolo e Unicredit, 70 milioni di euro ciascuno, 15 milioni dalla Popolare di Sondrio e 10 milioni dal Monte dei Paschi“.

PIOGGIA DI DENARO
Tuttavia, rimarca il giornale diretto da Roberto Napoletano, i milioni “dovevano essere 200, come aveva confermato ieri l’amministratore delegato Gabriele Del Torchio, ma alcune banche, visti i conti di Alitalia, hanno tirato il freno“. Per questo i rimanenti 35 milioni per arrivare a 200, secondo fonti finanziarie, verranno raccolti successivamente.
La compagnia araba guidata da James Hogan, invece, investirà nel vettore italiano tra i 300 e i 350 milioni di euro per una quota fino al 49,9% del capitale, il massimo consentito per non violare le norme per la concorrenza.

NUMERI A CONFRONTO
Se l’operazione andasse in porto, il nuovo gruppo conterebbe su numeri importanti. La flotta Alitalia – come riassume un grafico sulla Stampa – conta su 137 velivoli (di cui 86 a medio raggio, 22 a lungo raggio, 20 regionali e 8 Air One Smart Carrier), mentre quella di Etihad è composta da 86 aerei (77 passeggeri e 9 cargo) e vanta ordini per 140 aerei passeggeri e 3 cargo.
La compagnia italiana ha 14mila dipendenti e genera un fatturato di 1,06 miliardi di euro l’anno; quella araba 7900 con un fatturato di 4,8 miliardi di euro.
Infine le destinazioni: Alitalia ne offre 83, alle quali si sommerebbero le 96 di Etihad.

ACCORDO STRATEGICO
Ma la vera forza di un accordo tra il vettore italiano e quello degli Emirati non consisterebbe nei numeri, ma nella perfetta integrazione commerciale, un passo in avanti rispetto alle ipotesi prospettate da un accordo con Parigi. Secondo il segretario nazionale dell’Uil, Luigi Angeletti – intervistato da Antonio Pitoni sul quotidiano La Stampa -, “Air France è un vettore che avrebbe presentato problemi di conflitto di interesse sovrapponendosi ad Alitalia“. I francesi, sottolinea il sindacalista, “hanno l’interesse a trasferire più voli possibili sui loro hub ad Amsterdam e a Parigi, e questo avrebbe sacrificato non solo il presente ma anche il futuro di Alitalia“. Al contrario, Etihad “è interessata a creare un proprio hub in Europa per i collegamenti con Usa o il Sudamerica e non ha alcun interesse a far si’ che questo hub non sia Fiumicino“.

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