L’Italia s’è desta: AL VOTO!

Qualcosa non quadra. Si chiude il ventennio iniziato con l’etero diretta “mani pulite”. Si chiude con una duplice, anzi triplice crisi al buio della democrazia. Così non va bene. Gli italiani non devono accettare silenti di essere trattati da cretini democratici, con un nuovo accordo “dietro le tende” per imporre nuovi governi e nuovi presidenti della Repubblica. No questo è troppo, signor Presidente!

Con tutti gli onori, tutti i rispettabili signori della tragedia italica, che hanno avuto incarichi apicali dal 1975 ad oggi, devono essere gentilmente rottamati. Ottime risorse per un comitato di saggi con poteri consultivi non vincolanti! Il Cnel li aspetta a braccia aperte…

L’irrituale riposta a mezzo stampa del Presidente Napolitano ad un giornalista straniero (benemerito) è qualcosa di ben più sconcertante delle dimissioni di papa Benedetto XVI. Il fatto che la più alta carica dello Stato italiano si metta a discutere su un giornale con un articolista è cosa che indebolisce le istituzioni, le delegittima, ad iniziare dal parlamento, e tratta i cittadini elettori da cretini democratici.

In cosa differisce l’Italia dall’Ucraina? In entrambi i paesi è emersa l’evidenza che piani orditi dall’estero – Germania e USA – intendono portare al cambio di regime. Ma la stabilità democratica dell’Ucraina è difesa dall’autocratico presidente russo mentre quella italiana non è difesa da nessuno, ad iniziare dai suoi vertici istituzionali. Non si tratta di fumo, signor Presidente, qui c’è l’arrosto ancora caldo!

Qualcosa non quadra, signor Presidente.

A questo punto della tragedia italica esiste una sola strada per evitare il peggio: le elezioni al più presto!

Che si abbia un rigurgito di fedeltà alla nazione evitando che questo parlamento umiliante ratifichi decisioni gravissime in materia di legislazione bancaria, elettorale, sociale, di sicurezza, ecc…

Un consiglio non richiesto a Renzi è di non aver paura di sparigliare le carte e andare a votare con la legge che c’è, com’è stata corretta dalla Corte. Non farlo significherà consegnare il paese alle forze più reazionarie e populiste di sempre. Ci pensi, signor Segretario-Sindaco. Anche lei, signor Segretario-Sindaco, è caduto nella trappolona dei vecchi boiardi di stato per cui si deve ‘fare insieme’ ma non con ‘dudù’. È vero che si deve lavorare insieme, ma solo dopo che le elezioni hanno stabilito chi è preferito dagli italiani. Farlo, come lei ha fatto, prima dell’espressione popolare, rischia di far esplodere il paese. Ci pensi, per favore.

Qualcosa non quadra signor Presidente.

Lei può evitare il peggio sciogliendo queste camere illegittime e moleste. Lo faccia signor Presidente, e sarà ricordato per questo nobile gesto.

ultima modifica: 2014-02-10T21:55:43+00:00 da Paolo Raffone