La salvezza, a portata di slogan

Riguardo agli slogan che Francesco, con aria sbarazzina, lancia in pasto ai media, senza tante spiegazioni: è vero, questo è quanto accade. Avremo mica un Papa “superficiale”?

L’interrogativo è un po’ blasfemo, ma c’è da chiedersi perché mai i tanti che hanno messo in guardia, nel corso di questi decenni, dalle qualità retoriche di certi bravissimi comunicatori, che sarebbero ripetutamente capaci di buggerarti, non siano altrettanto puntuti, allorché si tratti di fare le pulci a chi è in odore di santità.

Ma lasciamo perdere. Altro interessa: come si conciliano la mitezza e la suadenza da lui mostrate con le paterne sferzate di cui un’umanità troppo accondiscente con sé stessa necessita. Si direbbe che siamo stati capaci di crearci, stavolta, il Papa che ci faceva più comodo. Ma è bello farsi e sapersi sorprendere, e Francesco ho l’impressione che saprà stupire quelli che hanno fatto di lui un’icona troppo maneggevole.

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