Il segno più compare sul bilancio 2013 di Finmeccanica, che dopo l’ultimo biennio torna a macinare risultati positivi. Per consolidare questi risultati, la strada indicata da Alessandro Pansa, ad di Piazza Monte Grappa, passa in primo luogo dalla cessione del ramo trasporti e in particolare di Ansaldo Breda, considerato il vero tallone d’Achille del gruppo. Ecco soluzioni e auspici sul dossier Ansaldo secondo il segretario nazionale della Uilm, Giovanni Contento.

Che cosa pensa dell’ipotesi di cessione delle Ansaldo (Breda e Sts) annunciata da Pansa?
Impoverirebbe ancora di più il tessuto industriale italiano e in particolare quello del Mezzogiorno, dove soprattutto Ansaldo Breda ha alcuni stabilimenti. Non possiamo permettercelo in un momento di crisi così profonda. Il nostro Paese è già fortemente depauperato e non può vivere di servizi.

Non condividete il piano industriale illustrato dall’ad di Piazza Monte Grappa?

Finmeccanica ha detto di voler ridurre il perimetro delle proprie attività, concentrandosi su difesa e aerospazio. Ma se vuole contare, così come altri grandi gruppi come General Electric – attiva in ben 9 settori diversi – deve variare le proprie attività e fare redditività in diversi settori. E dire che Ansaldo Sts, ferma da due anni, era un gioiellino. Ora è una società che sta perdendo valore. Diversa è sicuramente la situazione di Breda, che in molti definiscono la “pecora nera”, senza considerare che molti dei suoi problemi partono da una cattiva gestione aziendale.

Quale può essere il ruolo dello Stato e quali i vantaggi, nel caso di Ansaldo
Breda?

Su questo si fa molta confusione. Non vogliamo assistenzialismo, né difendere vecchie logiche. Ma crediamo si possa utilizzare con successo lo strumento prezioso della Cassa Depositi e Prestiti per consentire all’azienda di tenersi in piedi e di cercare nel frattempo serie alleanze industriali e societarie

Quali sono le ipotesi private che vedete di buon occhio per Ansaldo Breda?
Ci sono diverse medie imprese disponibili a investire nel settore ferroviario. Ma tutte chiedono che ci sia una capofila seria che abbia un altrettanto serio piano di sviluppo. Crediamo che Fincantieri possa essere un’ipotesi capace di soddisfare entrambi i requisiti.

Perché Fincantieri dovrebbe accollarsi i debiti di Ansaldo Breda?

Per due motivi. In primo luogo perché Ansaldo Breda è risanabile. Secondo, perché la stessa Ansaldo Breda costituirebbe insieme ad Ansaldo Sts il volano per aggregare le altre attività di Finmeccanica che non rientrano più nel core business del gruppo guidato da Pansa e che sono affini alle attività di piattaforme della Marina militare prodotte da Fincantieri. Mi sto riferendo a società come Mbda, Oto Melara, Wass. Fincantieri è una società fortemente in attivo, che non faticherebbe a determinare questa prospettiva industriale utile al Paese.

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