La banca senese firma un accordo con i sindacati per garantire ai dipendenti in mobilità l’80 per cento della retribuzione. Coinvolte 40mila persone.

Un’iniziativa pilota promossa da uno dei principali istituti creditizi italiani per rispondere alle esigenze di migliaia di lavoratori e famiglie colpite dalla crisi economica in una della aree nevralgiche del tessuto produttivo. È il significato dell’accordo, firmato oggi dai responsabili del Monte dei Paschi di Siena e dai rappresentanti di CGIL, CISL E UIL di Roma, per anticipare l’erogazione della cassa integrazione guadagni al personale in stato di mobilità delle filiali della provincia capitolina.

Contenuti, forme e tempi del sussidio

L’intesa, già promossa dalla banca senese nella provincia di Latina e nella regione Umbria, è finalizzata a fornire ogni mese ai lavoratori in regime di cassa integrazione straordinaria e in deroga un importo pari all’80 per cento dello stipendio, al netto dei contributi previdenziali, sanitari e fiscali.

La modalità di erogazione delle risorse, per una cifra massima di 6mila euro, prevede l’apertura nelle filiali della banca di un conto corrente intestato al dipendente, con un un tasso ridotto allo 0,20. La prestazione economica terminerà con l’inizio del versamento da parte dell’INPS delle indennità di CIGS, che in genere parte con un ritardo tra i 6 e gli 8 mesi.

L’accordo, aperto all’adesione volontaria di tutte le categorie di lavoratori dell’istituto creditizio attive nella provincia di Roma, coinvolge un bacino potenziale di 40mila persone. Una cifra importante che riflette – spiega il responsabile Area territoriale Centro e Sardegna di Banca MPS Fausto Mecatti – un segnale di vicinanza ai bisogni di tanti nuclei familiari in stato di difficoltà finanziaria a causa dell’attuale congiuntura economica.

L’approvazione dei sindacati

Una firma che ha visto l’adesione convinta delle principali organizzazioni rappresentative dei lavoratori bancari. Claudio Di Berardino, segretario della CGIL di Roma e Lazio, parla di manifestazione di sensibilità e attenzione verso esigenze sociali assai diffuse. Sono già 500mila, a livello regionale, le persone in cassa integrazione: il 40 per cento delle quali non riesce a riscuotere le retribuzioni in tempi ragionevoli.

Ad aggravare il quadro fortemente critico dell’impennata del ricorso alla CIGS, rimarca il leader della CISL locale Mario Bertone, è una realtà romana del pubblico impiego caratterizzata da contratti bloccati e dall’impossibilità di far crescere le retribuzioni. Fenomeno che provoca inevitabili effetti recessivi. Tanto più pesanti per famiglie che hanno vissuto con un reddito da lavoro più che dignitoso. La volontà delle organizzazioni sindacali ora è aprire un ragionamento con il governo regionale affinché al lavoratore di MPS in mobilità possa essere anticipato il costo del conto corrente.

Lo stallo nel contratto dei lavoratori bancari

L’iniziativa intrapresa da MPS e sindacati acquista tanto più valore nello scenario della travagliata trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro nel comparto creditizio. Negoziato giunto a un impasse all’indomani della scelta, compiuta dall’Associazione bancaria italiana in modo unilaterale nel settembre 2013, di revocare l’accordo firmato all’inizio del 2012 e approvato con un dibattito molto animato dal 60 per cento del personale. Accordo che prevedeva a regime un aumento medio di 170 euro nelle retribuzioni. Tuttavia l’ABI ha ritenuto gravosi e non più sostenibili i benefici, “a causa del peggioramento del quadro economico-produttivo e dell’innovazione tecnologica”.

Posizioni antitetiche

La ripresa della trattativa sul piano nazionale si preannuncia molto laboriosa, per la profonda lontananza nei rispettivi punti di partenza.

L’organizzazioni dei banchieri ricorda le perdite significative e la modesta redditività registrata nella gran parte degli istituti creditizi e chiede un accordo ispirato a innovazione, discontinuità, sostenibilità, flessibilità nella gestione del rapporto professionale.

Argomentazioni cui le sigle sindacali replicano proponendo “un modello di banca diverso per i lavoratori e per i cittadini-utenti”. Per comprenderne portata e contenuti sarà necessario attendere le assemblee confederali e i congressi della Federazione autonoma bancari italiani e della FISAC-CGIL, che termineranno ad aprile. Prima di allora il negoziato per il rinnovo contrattuale resterà congelato.

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