Che succede nel vascello dell’Alde? La Lista liberal-democratica alle Europee era nata con “benedizioni” eccellenti, come quella di Romano Prodi che con un video-messaggio aveva voluto salutare l’ex premier belga Guy Verhofstadt, amico e collega fin dai tempi della Commissione europea. Anche se poi l’ex primo ministro italiano con una nota si era affrettato a sottolineare che il suo video-messaggio non poteva essere considerato come un appello al voto per la lista Alde. Sta di fatto, però, che gli addetti ai lavori avevano interpretato in quel modo il video-messaggio prodiano, a qualche ora di distanza dall’adesione del Pd al Pse.

IL RUOLO DI PRODI E DI MONTI

Nonostante tra i 13 movimenti che hanno dato vita alla Lista Alde ci fosse anche Scelta Civica (e non a caso il logo della lista porta in bella evidenza la dizione “Scelta Europea”), il fondatore di Scelta Civica, Mario Monti, attraverso suoi collaboratori ha fatto trapelare che non c’era la sua mano e la sua mente dietro la lista Alde. Indifferenza o contrarietà? Chissà.

LISTA LIBERALE O LIBERAL-POPOLARE?

Ma da una netta impronta liberale la lista Alde nel giro di poche ore ha poi assunto una più eterogenea ispirazione. E non solo per la presenza tra i 13 movimenti anche dei Conservatori sociali capitanati dall’ex Msi, Cristiana Muscardini, o dall’ex Pri, Niccolò Rinaldi, poi nell’Italia dei Valori. No, a far rumore è stato il patto lanciato da Centro Democratico di Bruno Tabacci (uno dei 13 movimenti che ha dato vita per le Europee a Scelta Europea) con i Popolari per l’Italia di Mauro Mauro e Lorenzo Dellai. Un patto che ha indotto a una reazione interrogativa, per non dire negativa, di uno dei leader di Scelta Civica, lo storico ed ex direttore della montezemoliana Italia Futura, Andrea Romano: siamo liberal-democratici o dc?, si è chiesto in sostanza Romano in una nota articolata. Medesimi interrogativi sono emersi nel consiglio nazionale del Pli presieduto da Paolo Guzzanti e guidato dal segretario Stefano De Luca.

I RILIEVI SULLE RITROSIE DEI MONTIANI

Chi invece rivendica la bontà di una impostazione non solo liberale, ma liberal-popolare, della Lista Alde è Fare per fermare il declino, il movimento capitanato da Michele Boldrin ed Ezio Bussoletti, che – come anche Cristiana Muscardini – ritiene che sia più che altro Scelta Civica ad avere un comportamento poco coerente con la realtà plurale della Lista Alde che – secondo Fare e non solo – deve valorizzare sì le esperienze liberali ma anche quelle democratiche, federaliste, europeiste e riformatrici.

Il vascello Alde si accinge ad ad affrontare altre perturbazioni?

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