Ieri sera intesa raggiunta fra Nuovo Centrodestra, Udc e Popolari per l'Italia

Intesa raggiunta tra Ncd, Udc e Popolari: correranno alle prossime elezioni europee con una lista comune. Dopo settimane di trattative serrate e con la mediazione di Lorenzo Cesa, ecco che alfaniani, centristi e Popolari di Mauro giungono ad una svolta con un doppio obiettivo: trovare un accordo per le elezioni europee al fine di centrare l’obiettivo del 4% e gettare le basi per il Ppe italiano.

INCONTRO DECISIVO
Nella serata di giovedì l’incontro decisivo ha raccolto gli auspici che erano emersi durante il precedente vis a vis tra Angelino Alfano e Mario Mauro. Il nodo del contendere, tra le altre cose, era stato focalizzato in due scogli non da poco conto: la composizione del simbolo, che secondo alcune indiscrezioni Ncd avrebbe inteso monopolizzare al 70% (lasciando solo una minima parte di visibilità agli altri) e il capolista per la circoscrizione nord, con il duo ciellino Lupi-Formigoni non troppo entusiasta di lasciare il campo a Mauro eletto in Lombardia.

SINTESI
Ma la volontà di comporre un quadro che possa essere foriero di nuove e future alleanze in chiave post disgregazione di tutto il vecchio centrodestra, ha convinto gli attori in campo a fare ognuno un passo indietro per compierne poi due in avanti e superare l’impasse che solo 48 ore fa sembrava aver preso il sopravvento. Tra l’altro pare che alla riunione decisiva sia stato chiamato a partecipare in fretta e furia un eurodeputato che ha lasciato Bruxelles prima del previsto (si svolgeva l’ultima mini plenaria prima del rompete le righe).

STRATEGIA
“I democrat hanno già deciso, dopo l’adesione al Pse, con chi stare, perché noi ancora no?” Era questa fino a ieri la considerazione principale che i sostenitori del rassemblement popolare alle europee avanzavano su più tavoli, non solo nazionali. L’argomento è stato anche al centro di un cena che si è svolta a Bruxelles tra gli eurodeputati aderenti al Ppe, in occasione della quale gli esponenti popolari e alfaniani presenti già convergevano idealmente su questa prospettiva.

LIMATURE
A questo punto restano sul tavolo due “limature” che andranno valutate a bocce ferme e, soprattutto, con la consapevolezza di un accordo ormai stretto: la composizione delle liste, con una spiccata predilezione verso i politici più legati al territorio e che hanno dimostrato capacità nette; la questione legata all’ex governatore calabrese Giuseppe Scopelliti, decaduto in quanto condannato a sei anni, ma fortemente tentato dalla corsa sotto le insegne dell’Ncd.

twitter@FDepalo

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