Non è un partito, non si presenta alle prossime Europee, eppure vanta già due nuovi consiglieri di amministrazione in Finmeccanica (Alessandro De Nicola) e in Enel (Alberto Pera), appena nominati dal governo Renzi. Stiamo parlando di Ali, l’associazione liberal-democratica promossa pochi mesi fa tra gli altri da De Nicola, Pera e Oscar Giannino, e ora coordinata da Silvia Enrico: tutti, come gran parte degli esponenti dell’Alleanza liberal-democratica, di provenienza dal movimento Fare per fermare il declino (ora guidato da Michele Boldrin).

De Nicola e Pera, con Luigi Zingales nel cda di Eni, costituiscono il trio turbo liberista nei board di tre società partecipate dal ministero dell’Economia. Ecco come l’avvocato Silvia Enrico spiega e apprezza le novità, mentre sulle quote rosa è meno trionfante… Ecco la conversazione con Formiche.net.

Avvocato Enrico, due vostri esponenti sono stati nominati in Finmeccanica e di Enel. E meno male che non siete un partito…

E’ certamente superato il momento del 2012, lo scenario sociale è cambiato anche più di quello politico: corre l’incertezza e la paura, nelle famiglie e nelle aziende.  La risposta a queste difficoltà passa attraverso l’assunzione di responsabilità e attraverso l’azione.

Molte poltrone e pochi voti?

Il nostro valore aggiunto è nel messaggio e nella sua novità, anche adesso, in un panorama in cui le resistenze al cambiamento sono ancora molto forti. E’ certo difficile assumere responsabilità in un momento come questo, e il dibattito che ha accompagnato le nomine è indicativo delle resistenze della società civile a occuparsi della cosa pubblica. Proprio per il timore che i più brillanti dei suoi esponenti possano essere condizionati da indirizzi non coerenti con le logiche di mercato. Ma non ci si può tirare indietro.

Ma qual è il vostro reale progetto?

La promozione del cambiamento in senso liberaldemocratico, per mezzo della tessitura di una rete tra coloro che hanno il senso dell’emergenza e della responsabilità, al di là degli schieramenti, anche nel metodo e nei costumi.

Ma vi trasformerete in partito? Vi presenterete alle prossime Politiche?

Pur riconoscendo il grande lavoro sino ad ora svolto dagli aderenti e la fortuna di collaborare con altre associazioni liberali, ALI ritiene che in tempi relativamente brevi occorra creare una maggiore massa critica e una più ampia base di consenso, anche in funzione della nuova probabile legge elettorale, che rischia di diventare un ulteriore ostacolo al rinnovamento del Paese in senso liberaldemocratico.

Torniamo a De Nicola e Pera. Che ci fanno due liberisti e privatizzatori in società a partecipazione del Tesoro?

Se dal socio di maggioranza dovesse arrivare un’indicazione precisa e robusta di apertura al mercato delle società nelle quali sono stati nominati amministratori, sono certa che De Nicola e Pera non faranno melina come altri nel passato. La loro presenza, oltre che professionalmente qualificata, è un’opportunità che il governo saprà certamente cogliere.

Si nota un pullulare di liberisti vicini ad Ali nel governo Renzi… Piercamillo Falasca è consigliere del sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, e Carlo Stagnaro, capo delle ricerche dell’IBL, è consigliere del ministro dello Sviluppo, Federica Guidi. Che succede?

Noi siamo un soggetto autonomo, libero. Il nostro impegno attuale è per le riforme, per il cambiamento, non per gli schieramenti: questo è il contributo di ALI, sincero e trasparente, a un fenomeno di trasformazione di cui ci sentiamo parte e che condividiamo con altri soggetti e anche con forze politiche. Il contributo di Pera e De Nicola continuerà anche nel nostro movimento, insieme al senatore Pietro Ichino, al sottosegretario Enrico Zanetti, a Oscar Giannino e con tutti coloro che stanno lavorando alla presenza nelle elezioni amministrative e regionali di candidati autenticamente liberaldemocratici.

Chi sostenete alle Elezioni europee? Scelta Europea promossa da Scelta Civica, Fare e Centro Democratico?

Il 12 aprile, il consiglio nazionale di Ali ha espresso critiche e perplessità sulle modalità di composizione della lista Alde. Attendiamo l’annuncio delle candidature per capire se vi saranno candidati liberali che condividono il nostro progetto per l’Italia e la nostra visione di Europa cui poter dare un supporto. Restiamo comunque liberaldemocratici, ed eserciteremo con responsabilità la nostra libertà.

E’ contenta, da donna, per la rivoluzione rosa delle nomine del governo Renzi come ha detto Lella GolfoFormiche.net?

Sulle quote rosa va ricordato che si tratta di persone con carriere già largamente affermate e già naturalmente degne del compito cui sono state chiamate, a prescindere dalla volontà di un riequilibrio di genere nelle nomine. Noto però che le deleghe restano saldamente in mani maschili. Ora l’attenzione deve passare dai “nomi delle nomine” all’azione.

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