Con due discorsi letti di primo mattino, ieri il Papa ha toccato molti dei temi sui quali – nella lunga intervista rilasciata la scorsa estate alla Civiltà Cattolica – invitava a non ossessionare i fedeli, ma suggerendo di parlarne solo in determinati contesti. Precisava, il Pontefice, che non esistono solo i cosiddetti princìpi non negoziabili, ma anche altre questioni che meritano di essere rilevate. Ricevendo in Vaticano il Movimento per la Vita, Francesco ha ringraziato i convenuti per “la testimonianza che date promuovendo e difendendo la vita umana fin dal suo concepimento”. Un vita che, “noi lo sappiamo, è sacra e inviolabile”.

“L’ABORTO È UN DELITTO ABOMINEVOLE”
Ma il Papa ha detto molto di più: “Ogni diritto civile poggia sul riconoscimento del primo e fondamentale diritto, quello alla vita, che non è subordinato ad alcuna condizione, né qualitativa né economica né tantomeno ideologica”. Uno dei rischi più gravi ai quali è esposta questa nostra epoca – ha aggiunto il Papa – è il divorzio tra economia e morale, tra le possibilità offerte da un mercato provvisto di ogni novità tecnologica e le norme etiche elementari della natura umana, sempre più trascurata”. Ecco perché “occorre ribadire la più ferma opposizione ad ogni diretto attentato alla vita, specialmente innocente e indifesa, e il nascituro nel seno materno è l’innocente per antonomasia”. Per chiarire ancora meglio il concetto, Bergoglio ha preso in prestito quanto dice sulla questione la grande costituzione conciliare Gaudium et spes: “L’aborto e l’infanticidio sono delitti abominevoli”.

IL RIMANDO ALLA EVANGELII GAUDIUM
Non è la prima volta che il Pontefice argentino parla con toni così duri della piaga dell’aborto. L’aveva già fatto, in modo assai articolato, nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, dove il tema si riallacciava al più generale problema di quella cultura dello scarto che sovente torna nei discorsi dell’ex arcivescovo di Buenos Aires.

“CHIEDO PERDONO PER GLI ABUSI DEL CLERO SUI MINORI”
Sempre ieri, è stato significativo anche un altro discorso tenuto dal Pontefice, quello davanti alla delegazione dell’Ufficio internazionale cattolico dell’Infanzia (Bice). Parole durissime, prima di tutto, sono state spese riguardo il dramma della pedofilia nella chiesa: “Mi sento chiamato a farmi carico di tutto il male che alcuni sacerdoti – abbastanza, abbastanza in numero, ma non in proporzione alla totalità – a farmene carico e a chiedere perdono per il danno che hanno compiuto, per gli abusi sessuali sui bambini. La chiesa è cosciente di questo danno. È un danno personale e morale loro, ma di uomini di chiesa. E noi non vogliamo compiere un passo indietro in quello che si riferisce al trattamento di questo problema e alle sanzioni che devono essere comminate”. Al contrario, ha proseguito ancora Francesco, “credo che dobbiamo essere molto forti. Con i bambini non si scherza”.

“IL BAMBINO HA DIRITTO A CRESCERE CON UN PAPÀ E UNA MAMMA”
E sempre davanti agli interlocutori, il Papa ha voluto “ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva”.

“NO ALLA DITTATURA DEL PENSIERO UNICO”
Punto centrale è l’educazione dei bambini: “Vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. Non sono cavie da laboratorio. Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocidi del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del pensiero unico”.

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