Sarà la volta buona per l’Italia? Sarà la volta buona per avere dopo il 25 maggio un italiano come presidente dell’Europarlamento? Emilio Colombo è stato l’ultimo italiano che ha ricoperto la carica di Presidente del Parlamento europeo (1977-1979).

LA STORIA

Se si considera che dall’anno di fondazione dell’allora Comunità economica europea nel 1957, sino al 1979, l’Italia ha avuto ben 3 presidenti (Gaetano Martino 1962-64, Mario Scelba 1969-71, Emilio Colombo 1977-79), è lecito domandarsi cosa è cambiato nel corso degli anni negli equilibri europei. O meglio: che cosa è cambiato nella politica italiana?

L’INTERROGATIVO

Il progetto europeo nasce dalla forza di volontà di tre uomini – Alcide De Gasperi, Robert Schuman, Konrad Adenauer – che, nati e vissuti in regioni di confine, hanno vissuto le tragedie della guerra in prima linea.

Loro, riconosciuti universalmente come Padri Fondatori, ci credevano… e noi, ci abbiamo creduto o abbiamo lasciato l’Europa nelle mani soprattutto di altri? Certo, a differenza di Paesi come la Francia e la Germania che hanno governi stabili e duraturi, l’Italia è troppo impegnata a cambiare governo per occuparsi dell’Europa e sicuramente cambiare troppo spesso premier non aiuta ad essere interlocutori credibili.

LE VOCI SU TAJANI

Il 26 maggio, giorno dopo le elezioni europee, si aprirà una nuova partita: l’elezione del presidente del Parlamento europeo. Allora sarà necessario essere compatti e credibili – non anti europei – se vogliamo riprenderci quel ruolo che ci spetta, in quanto Paese fondatore. Per questo, anche a Strasburgo, c’è chi vocifera che possa essere Antonio Tajani l’italiano potenziale per succedere a Martin Schulz.

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