Dopo la proposta di Lorenzo Castellani su una “Leopolda” del Centrodestra, Formiche.net ha sollecitato l’opinione dei suoi blogger. Ecco le idee di Marcel Vulpis

Il Centro-destra da troppo tempo è lontano dalle dinamiche di comunicazione politica del centro-sinistra. E’ chiaro che le qualità di Matteo Renzi, all’interno del PD (l’unico partito strutturato e degno di questo nome in Italia per tradizione e capillarità/diffusione sul territorio), hanno dato una ulteriore accelerazione a questa area politica.

Nel Centrodestra tutto è stato deciso da 20 anni a questa parte da Silvio Berlusconi, a torto o a ragione. C’è chi l’ha seguito per scelta personale (Verdini, Santanchè e Brunetta) c’è chi lo ha scelto per concretezza. O erano finiti i posti a destra, o comunque c’era un personaggio famoso e autorevole capace di spendere grandi cifre in comunicazione e di presidiare la tv come nessun altro in questo paese. Per venti anni questi politici non hanno mai voluto dimostrare di essere autonomi e quando qualcuno l’ha fatto (Gianfranco Fini nel FLI) è stato riportato all’età della pietra, con il solo biglietto d’andata.

L’idea della Leopolda di Centrodestra è molto suggestiva. Ma chi la dovrebbe proporre? I “big” sono ormai dei reduci tesi solo a capire su quale nave saltare pur di confermare la propria esistenza in vita. I giovani di Centrodestra hanno sempre scelto di fare le “comparse” (politicamente parlando) e al massimo di portare con le orecchie i voti ai loro mentori o “padri nobili” (scimmiottando tra l’altro modi di parlare, porsi a livello relazionale e persino di vestire). Giovani, sì anagraficamente, ma vecchi da rottamare come i loro padri. Se questo è lo scenario e sono stato anche pure fin troppo buono chi dovrebbe proporre questo big bang del Centrodestra. Non vedo i promotori, al massimo le comparse di un nuovo “atto teatrale”.

Dopo due/tre bocciature politici di spessore lascerebbero il campo, ma siccome sono professionisti e vivono di questo è chiaro che non molleranno mai e chi li segue è pronto a replicare come in un Truman Show quello che vedono ogni giorno negli uffici dei loro mentori. Una classe politica degna di questo nome non nasce su una intuizione (tipo: “Facciamo la Leopolda di Centrodestra”, come se fosse la festa di inizio estate) ma dall’incontro di teste pensanti (giovani e meno giovani – non è un problema di età) in laboratori politici come spesso è accaduto nel mondo della cultura, del cinema, del giornalismo.

Ci vorranno almeno 10 anni per trovare una linea direttrice, ma soprattutto una dignità politica e soprattutto bisognerà mandare a casa questi big del Centrodestra che non rappresentano più niente se non loro stessi. Un caso su tutti: Giorgia Meloni, che è anche simpatica, da almeno 2 anni si presenta come la leader del Centrodestra. Peccato però che il Centrodestra non le riconosca questa sua ambizione. Si è creato il suo “castelletto” di voti, ma oltre non va. E’ questo il nuovo leader del Centrodestra? Non credo.

Tanto se verrà fatta questa Leopolda in “black” sarà un’opera orchestrata dai soliti big per dare solo visibilità alle loro terze-quarte-quinte linee, facendo loro respirare con il boccaglio qualche secondo di celebrità. Ma poi spariranno tutti nel dimenticatoio. Perchè di fronte all’oltre 40 per cento dei nuovi della sinistra di Renzi, c’è poco da opporre. E’ tutto il Centrodestra da mandare in cantina.

E’ una analisi amara, ma sono da sempre una voce fuori dal coro.

Marcel Vulpis
portavoce del movimento liberale “Noi Siamo l’Italia”

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