Nuovi capovolgimenti nel partito montiano. Ecco il punto della situazione nello speciale di Formiche.net.

La maledizione dei vertici continua in Scelta civica. Dopo le dimissioni di Mario Monti e Alberto Bombassei, ora è Stefania Giannini a lasciare la guida del partito fondato dall’ex premier ed ex commissario europeo. La lunga assemblea notturna, resa dei conti dopo la scoppola alle urne di Scelta Europea, ha respinto all’unanimità le dimissioni del ministro dell’Istruzione che ha voluto comunque riconfermare il suo passo indietro.

Le redini del movimento sono state affidate al vicepresidente Renato Balduzzi, già ministro della Salute nel governo Monti. Balduzzi entro il 18 giugno dovrà sondare parlamentari e coordinatori locali e presentare le proposte per il rilancio di Sc.

Un rilancio complicato per un partito che appare sbrindellato. Anche il capogruppo Andrea Romano rassegnerà le sue dimissioni oggi in un’assemblea del gruppo alla Camera. E nell’ambiente si dà come molto probabile la migrazione in Ncd di alcuni deputati come Gianfranco Librandi, Andrea Causin e Pier Paolo Vargiu più vicini all’universo di Centrodestra.

Anche perché la strada tracciata per il movimento montiano sembra essere tutta nel Centrosinistra. È lo stesso Monti, anche se atarassico rispetto alle sorti di Sc, ad aver ammesso di riconoscersi nell’agenda Renzi. Le prospettive in campo al momento sembrano essere due: o una di stretta collaborazione con il Pd, sponsorizzata da Romano, o “una forza 100 per cento liberale e riformista” più distinta e distante dai democrat, suggerita invece dal sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti.

Toccherà a Balduzzi ora presentarle ufficialmente il 18 giugno.

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