La Germania vuole salvare South Stream

La Germania della cancelliera Merkel si muove per “riagganciare” i Balcani occidentali. Nel mezzo della presidenza di turno italiana dell’UE, la Germania ha organizzato il 28 agosto una conferenza internazionale di alto livello con tutti gli stati dei Balcani occidentali. Ufficialmente la conferenza servirebbe a “concludere un lavoro lasciato in sospeso”, cioè l’allargamento dell’Ue a quei paesi. Croazia e Slovenia sono già membri dell’Ue, la Serbia è candidato, ma restano da “portare dentro” Bosnia Erzegovina e Kosovo. Questo risultato porterebbe a conclusione le “guerre balcaniche” iniziate nel 1991 per la destrutturazione della Jugoslavia, progetto di medio e lungo termine pensato in Germania.

In realtà, dietro il paravento dell’allargamento europeo si nasconde un ben più importante interesse strategico: il gasdotto South Stream. Quest’ultimo era nato 10 anni fa da un’intesa tra l’Italia, e di Eni, e la Russia, con Gazprom. Nella ridefinizione dello scacchiere mondiale dell’influenza, gli Usa hanno deciso di opporsi con ogni mezzo alla realizzazione del gasdotto. La crisi in Ucraina ha fatto buon gioco all’interesse americano, cercando di impedire l’avvicinamento strutturale tra Germania e Russia. L’Italia sembra che non abbia potuto resistere alle pressioni americane e secondo alcuni report l’Eni avrebbe ridotto le quote nel consorzio per la costruzione del gasdotto dal 20 al 15%, cedendole a tedeschi e francesi. Inoltre, alcune informazioni indicano che il nuovo percorso del South Stream non passerebbe più per l’Italia, nemmeno nella sua deviazione di Tarvisio. Se questo fosse vero, South Stream sarebbe un “affare tedesco”. Mentre la Bulgaria, su pressione americana ha chiesto di bloccare la costruzione sul suo territorio, la Serbia, su pressione tedesca, ha deciso che procederà con la sua costruzione.

Con la conferenza tedesca sui Balcani, la Germania manda un chiaro messaggio che non ha alcuna intenzione di abbandonare le relazioni con la Russia.

Qual è la posizione italiana?

ultima modifica: 2014-06-13T13:12:56+00:00 da Paolo Raffone