A meno di clamorosi (quanto improbabili) colpi di scena, Jean-Baptiste de Franssu sarà il nuovo presidente dello Ior, l’istituto per le Opere di Religione ormai prossimo a una ridefinizione nei compiti e nelle strutture.

LA SOLUZIONE DEL CARDINALE PELL

Una scelta non scontata, quella dell’uomo d’affari francese: diversi porporati italiani – a cominciare dal cardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato – avevano espresso più d’una perplessità circa il metodo scelto per l’individuazione del nuovo presidente. In particolare, non sarebbe stato gradito l’attivismo del cardinale George Pell, prefetto della Segreteria per l’Economia e primo sponsor della soluzione de Franssu. Qualcuno, in Vaticano, parla di una sorta di diktat avanzato dal porporato australiano, il quale non avrebbe escluso di valutare l’opportunità di proseguire il suo mandato a guida delle finanze d’oltretevere se non si fosse accettato il nome del finanziere francese come successore di Ernst von Freyberg.

VIA LIBERA DAL C9

Alla fine, a dare il via libera è stato il Consiglio dei nove cardinali, il gruppo di consiglieri che da un anno e mezzo lavora alla riforma della curia e che la scorsa settimana è stato arricchito dalla presenza in pianta stabile del segretario di stato, il cardinale Pietro Parolin. Una volta ottenuto il via libera dalla speciale consulta, la Segreteria per l’Economia ha naturalmente avallato la nomina. Spetterà alla commissione cardinalizia di sorveglianza, quasi totalmente rinnovata nei suoi componenti lo scorso inverno e presieduta dal cardinale Santos Abril y Castellò, arciprete di Santa Maria Maggiore, ratificare la nomina.

LA (RAPIDA) SCALATA DEL NUOVO PRESIDENTE

Jean-Baptiste de Franssu non è un parvenu, ma conosce assai bene le stanze vaticane. Uomo dal ricco curriculum – è stato presidente dell’Associazione europea del risparmio gestito (Efama) nonché manager di Misco Directors Networks e chifel esecutive officer di Continental Europe – lo sorso luglio era stato cooptato all’interno della Pontificia commissione referente sull’organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede.

IL RUOLO DEL MALTESE JOSEPH ZARA

Un organismo istituito tramite chirografo papale e deputato a “raccogliere informazioni, riferire al Santo Padre e cooperare con il Consiglio dei Cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede, al fine di preparare riforme nelle istituzioni della Santa Sede, finalizzate ad una semplificazione e razionalizzazione degli organismi esistenti e a una più attenta programmazione delle attività economiche di tutte le amministrazioni vaticane”. Della commissione – sciolta qualche mese fa – era presidente il potente Joseph Zahra, maltese e grande tessitore della rapida scalata di de Franssu.

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