Formazione, carriera e idee di mister Hogan, il numero uno di Etihad che oggi presenta il piano da 1160 mln per il rilancio di Alitalia nella prima conferenza stampa italiana.

E’ partita ieri sera da un mega ricevimento a Villa Miani l’avventura italiana di James Hogan, il Ceo di Etihad Airways, nominato nel settembre del 2006 dopo trent’anni di esperienza manageriale in vari Stati. Cinquantottenne, amante del rugby e della puntualità, è cresciuto a Melbourne dove ha frequentato la Grammar School Ivanhoe, diplomandosi nel 1975.

IN ETIHAD

Al servizio degli emiratini, Hogan si è distinto per aver accompagnato la rapida crescita della compagnia fino a farle toccare 87 destinazioni passeggeri e cargo in Medio Oriente, Africa, Europa, Asia, Australia e Nord America. Potendo già contare su 66 velivoli ecologici, sei anni fa appose la propria firma su uno dei più significativi ordinativi di aerei della storia: ben 205 per un valore di listino di circa 43 miliardi di dollari.

SPORT E VOLO

Il lavoro è come lo sport, confessò al Times due anni fa riferendosi a un concetto a lui particolarmente caro: il gioco di squadra. “Costruire un gruppo, allenarsi e quindi ottenere risultati” è il suo mantra. Si è sempre definito l’uomo giusto al momento giusto (The Sunday Times, 2010) dedicando alla Etihad l’epiteto di “crocevia del mondo”, nel senso che mescolare opportunità di business e turismo “significa che possiamo costruire ad Abu Dhabi un hub di trasporto chiave”.

DECENNIO
Quest’anno ricorre il primo decennio della compagnia. Il traguardo secondo Hogan è la dimostrazione che in pochi anni “abbiamo creato dal nulla un vettore nazionale per una nazione giovane e dinamica, una compagnia aerea di classe mondiale con una presenza globale e una società che continua a crescere fortemente in un settore conosciuto più per le sue sfide che per i suoi successi”.

PROFILO

CEO Magazine lo ha nominato Aviation CEO of the Year nel 2008 e Visionary of the Year nel 2010. I suoi inizi riportano le lancette indietro di quasi 40 anni. Era il 1975 e Hogan avvia la propria carriera presso la Ansett Airlines per poi progressivamente affermarsi in realtà di peso come Hertz, Forte Hotels e Gulf Air.

LONDRA

In Hertz si dedica alla divisione degli uffici marketing, vendite e operativi. E nel 1995 entra a far parte del comitato esecutivo come Vice Presidente Marketing & Sales per Europa, Medio Oriente e Africa. Due anni dopo l’approdo in bmi British Midland per soli dodici mesi fino a passare in Granada Group come direttore delle vendite internazionali oltre a essere componente del cda del gruppo Forte Hotels.

RITORNO IN AUSTRALIA

Nel 2001 ritorna in Australia come Ceo del consorzio Tesna, prima di entrare in Gulf Air nel 2002 fino al 2006. Attualmente è membro della Royal Aeronautical Society ed ex direttore non esecutivo, nonché membro del comitato di controllo del consiglio di amministrazione di Gallaher Plc. Ha anche presieduto l’Aviation Travel and Tourism durante il Forum Economico Mondiale (FEM).

CARICHE

Ad oggi è vice presidente del CE del World Travel and Tourism Council (WTTC) e del consiglio dei governatori dell’International Air Transport Association (IATA). Inoltre è vice presidente della Air Berlin, Direttore della Jet Airways (India) e direttore non esecutivo della Virgin Australia Holdings Limited.

CONCORRENZA? NO PROBLEM

Non teme la concorrenza Hogan, perché – ha osservato in alcune interviste – “le nostre possibilità sono maggiori” , rispetto a quelle dei vettori asiatici nel 1970, ovvero da quando il raggio di volo degli aeromobili ha dimezzato gli scali del tragitto dall’Europa all’Australia.

ABU DHABI

Sua convinzione è che la compagnia possa riuscire a ridisegnare la tradizionale cartina aeronautica del globo, sottraendo passeggeri dai mega-hub europei di Heathrow, Charles de Gaulle e Francoforte, con percorsi per “città secondarie” come Dublino, Bruxelles, Roma e Ginevra. Ovvero mercati molto appetibili per Etihad per poter poi puntare su India, Sud-Est asiatico e Australia. L’obiettivo è di raggiungere 100 città entro il 2015, anche perché “la vicinanza dei mercati in via di sviluppo pone l’emirato in una posizione invidiabile”.

EMIRATI CAPUT MUNDI

“Siamo fortunati con la geografia”, ha osservato pubblicamente con riferimento al fatto che in tre ore da Abu Dhabi si può essere ovunque nel GCC [il Consiglio di cooperazione del Golfo, una unione politica ed economica per i sei Stati arabi del Golfo] e in Medio Oriente.

OBIETTIVO ASIA

In occasione del mega acquisto di velivoli per Etihad nel 2008 disse che in India c’erano sono circa 40 aeroporti, numero che in un decennio sarebbe aumentato sino a 70. Mentre in Cina una serie di città secondarie avrebbero mutato la propria posizione strategica, così come sta avvenendo rispetto alle tradizionali Shanghai e Pechino.

 twitter@FDepalo

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