Il movimento fondato dall'ex ministro critica con un tweet del portavoce la proposta Poletti sul contributo da chiedere alle pensioni cosiddette d'oro. Ma uno degli economisti di punta dei passeriani, l'ex montiano Riccardo Puglisi, ora editorialista del Corriere, la pensa diversamente...

Italia Unica contro la proposta Poletti di toccare le pensioni d’oro, ma con la sorpresa di posizioni divergenti all’interno del movimento fondato dall’ex ministro Passera. Mentre il titolare del Lavoro apre ad un prelievo sulle pensioni cosiddette d’oro, ecco la stroncatura con un tweet del portavoce di Italia Unica. Ma uno degli economisti di punta dei passeriani, l’ex montiano Riccardo Puglisi, ora editorialista del Corriere della Sera, sostiene che non basta toccare le pensioni d’oro: veri risparmi solo da un contributo su quelle del ceto medio.

POLETTI
Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti si è detto favorevole ad un prelievo sulle pensioni alte, un provvedimento con cui reperire risorse da offrire a quei lavoratori che, contrariamente, rischierebbero di rientrare fra i cosiddetti esodati: “Le risorse eventualmente recuperate con un contributo di solidarietà o con il ricalcolo contributivo dovrebbero restare nel sistema previdenziale in una logica di solidarietà per chi soffre di più”.

PENSIONI
Secondo i calcoli del ministero – riportati sotto forma di indiscrezioni dal quotidiano la Repubblica – si otterrebbe oltre un miliardo di euro all’anno con un intervento su quelle superiori ai 3500 euro netti. Il piano del governo dovrebbe prevedere un prelievo sulla differenza tra l’assegno calcolato con il metodo retributivo e quello teorico contributivo.

TWEET
“Cambiare regole in corsa non è governare con serietà. Rispetto pretende rispetto. No ai tagli delle pensioni del ceto medio” twitta Lelio Alfonso, portavoce del movimento Italia Unica fondato dall’ex ministro Corrado Passera. Ma uno degli economisti di punta dei passeriani, l’ex montiano Riccardo Puglisi, è convinto che non sia sufficiente intervenire sulle pensioni d’oro, dal momento che i veri risparmi arriverebbero “solo da un contributo su quelle del ceto medio”. E con un altro tweet osserva che “se contributo solidarietà su pensioni medio/alte finanzia prepensionamenti, ‘ndo sta la redistribuzione tra generazioni?”

TAGLI
“Sfidiamo la lobby dei nonni per tagliare le tasse” scriveva pochi mesi fa lo stesso Puglisi su Linkiesta, sostenendo la tesi che se si vogliono tagliare le imposte e i contributi sociali, il primo posto dove intervenire è la spesa pensionistica, che vale nel 2012 270 miliardi di euro (al lordo delle imposte). “Sulla base dei dati disaggregati per classe di reddito – cioè per multipli della pensione minima – Boeri e Nannicini suggeriscono di applicare un contributo di solidarietà progressivo, che interviene a partire da una pensione pari a 6 volte il minimo (2886 euro lordi e mensili) e che nella versione più incisiva porta a risparmi di spesa per 922 milioni di euro”.

SOLUZIONE
L’economista Puglisi certificava come fosse necessario riflettere con serietà sui costi e i benefici, “e rendersi conto del fatto che risparmi di spesa importanti possono essere ottenuti soltanto accettando di toccare altresì le pensioni ricevute dalla classe media, cioè a partire da 3 volte il minimo”.

CHI E’ PUGLISI
Puglisi è un economista, professore di Economia politica e Scienza delle finanze all’Università di Pavia, che ha sostenuto Renzi alle primarie del 2012 per poi diventare iper montiamo. Oggi promuove il programma di Italia Unica definendo Passera l’antidoto liberale al Pd.

Ecco alcuni tweet che hanno animato la discussione tra i passeriani:

twitter@FDepalo

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