La mano e il portafogli di Riyahd dietro l’ordine miliardario di armi sull’asse Cairo-Mosca? I rapporti tra Egitto e Russia sono diventati sempre più forti a seguito dei recenti accordi tra i due Paesi. L’esitazione degli Stati Uniti per la fornitura di armi all’Egitto e la crescente minaccia terroristica che il Cairo sta affrontando ai suoi confini orientali e occidentali, hanno portato l’Egitto a chiedere armi russe. Ma chi ha pagato il conto? E con quali obiettivi?

L’ACCORDO

E’ di pochi giorni fa la sigla dell’accordo preliminare per la fornitura di armi russe al Cairo del valore di 3,5 miliardi di dollari. Attori protagonisti l’influente capo dell’agenzia russa per gli armamenti e il generale Al Sisi, che ha deciso di strizzare l’occhio a Vladimir Putin: dopo questo passo la cooperazione nelle esportazioni di armi è un fatto compiuto, oltre all’istituzione di un centro logistico a Masri, sulle coste del Mar Nero. Gli Stati Uniti hanno sospeso parte delle forniture di armi alla caduta dell’ex-presidente egiziano Mohamed Morsi, nel luglio 2013. L’Egitto da tempo cerca di diversificare i fornitori di armamenti per non dipendere più dagli Usa, ma ora questa deriva preoccupa Washington e non solo. Il Cairo è un partner strategico in Medio Oriente, soprattutto a fronte dei nuovi sommovimenti jihadisti e del caos libico.

COSA ACCADE

Elicotteri d’attacco Mi-35 e gli elicotteri multiruolo Mi-17 russi: si tratta di mezzi di cui l’Egitto già dispone (circa cento) oltre a vecchi elicotteri Mi-8 sovietici per trasporto truppe, cargo, intelligence elettronica e attacco. Nell’accordo rientrano i caccia MiG-29M/M2, i sistemi SAM anti aerei, i missili antinave, oltre ad armi leggere e munizioni. La lista prende di fatto il posto degli armamenti Usa, ovvero i caccia Lockheed Martin F-16, gli elicotteri d’attacco Boeing AH-64 Apache, i carri armati M1A1 e i missili antinave.

IL TREND

L’acquisto giunge dopo numerosi vertici avviati lo scorso febbraio sull’asse Cairo-Mosca. Risale proprio all’inizi del 2014 la prima firma preliminare a seguito dell’incontro in Russia tra il leader militare egiziano Al Sisi e Putin. In precedenza nel mese di novembre era stato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov a spianare la strada alla firma al Cairo assieme al ministro della Difesa Serghei Shoigu. Secondo una serie di indiscrezioni apparse sulla stampa e riportate anche dal sito Al monitor.com, i contratti sarebbero frutto del finanziamento dell’Arabia Saudita.

LA CONGIUNTURA

E’ chiaro che l’ascesa di Al Sisi da un lato ha evidenziato un momento di stand-by dei rapporti con Washington che ad ottobre aveva cassato gli aiuti militari al Cairo, dall’altro ha accelerato ad una forma di partenariato maggiormente solido con Mosca. E’ la ragione per cui tra l’altro Putin appoggiò ufficialmente la candidatura di Sisi alla presidenza egiziana.

LE MIRE DI RIYADH

La notizia dal Cairo giunge dopo un’altra decisione che risale allo scorso dicembre, quando venne reso noto che gli Emirati arabi uniti avevano fornito liquidità alle Forze Armate libanesi per acquistare armi dalla Francia. Secondo molti analisti la mossa di Riyadh è un preciso segnale di malcontento saudita nei confronti della politica di Washington su questioni regionali come Iran, Siria ed Egitto.

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