Chi sono, e quanti sono, gli esperti di nuove tecnologie reclutati da Matteo Renzi per i vertici del Pd, del dicastero retto da Madia e di Palazzo Chigi

Con Matteo Renzi premier l’innovazione parte da Palazzo Chigi, permea il Partito Democratico e approda in Silicon Valley, ma sempre con un occhio a Largo del Nazareno.

Giunto ieri a San Francisco in compagnia della moglie Agnese, Renzi ha aperto ufficialmente il suo viaggio americano all’insegna della tecnologia. In agenda, oltre al vertice Onu sull’ambiente, una visita alla sede di Twitter, Google e Yahoo, alle start-up italiane fondate in Silicon Valley e anche un incontro con gli alunni e gli insegnanti della Scuola Internazionale Italiana di San Francisco.

I COMPAGNI DI VIAGGIO

Ad accompagnarlo negli Usa c’era il nuovo “digital champion” della squadra, Riccardo Luna, giornalista e saggista, già direttore della rivista Wired, da tempo in sintonia con Renzi fin dai tempi di Firenze.
Luna, che nel fine settimana ha già allestito un sito Digitalchampions.it, sarà l’ambasciatore dell’Agenda digitale italiana, promuoverà la diffusione della tecnologia e della cultura tecnologica facendo da mediatore tra le imprese e la società civile e tra l’agenda di governo e quella dei singoli Stati europei.

Il primo direttore di Wired Italia affiancherà di fatto Stefano Quintarelli (leggi qui l’intervista di Formiche.net) e Alessandra Poggiani, rispettivamente presidente del comitato di indirizzo e presidente dell’Agenzia per l’Italia Digitale, nell’attività di supporto al Ministro della PA Marianna Madia.
“Per cominciare diciamo che voglio farlo davvero – ha detto il nuovo Digital Champion in un’intervista pubblicata da Wired -. Interpretandolo in modo diverso dai miei predecessori (Agostino Ragosa e Francesco Caio), persone di valore ma con caratteristiche ovviamente molto differenti dalle mie”.

CHI CONSIGLIA IL GOVERNO SULL’INNOVAZIONE

In veste di “consigliere per l’innovazione” del governo, è sbarcato negli Stati Uniti anche Paolo Barberis uno dei fondatori di Dada e attuale animatore dell’acceleratore di imprese Nana Bianca. Sono suoi i resoconti del viaggio americano e le foto diffuse via Twitter in compagnia di Larry Page e Sergey Brin nella visita a Google e quella del premier Renzi fianco a fianco con Marissa Mayer nella sede di Yahoo! che in suo onore ha esposto una bandiera italiana.

RIVOLUZIONI E GRANE DELL’AGID

Ma tutto è cominciato con Alessandra Poggiani, da tempo simpatizzante Pd. È stata Poggiani a salire per prima a bordo dell’Agenzia per l’Italia digitale dopo la nominata a luglio di Renzi e del ministro Madia. Il nuovo direttore, che non si è lasciato scalfire dalle critiche dopo la sua nomina, ha palesato di recente il suo programma per l’Agid e iniziato a rendicontare i primi risultati raggiunti: 12.223 basi di dati inviate dalle Pubbliche Amministrazioni ad Agid alla scadenza del 18 settembre.

Ma le polemiche non si arrestano. È di ieri un’interpellanza da parte del pentastellato Luigi Di Maio che chiede al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione di fare luce sulla vicenda Poggiani.
Secondo Di Maio il ministro Madia avrebbe eseguito la procedura di selezione senza il rispetto dei principi dell’evidenza pubblica e non garantendo il buon andamento e l’imparzialità della amministrazione. L’avviso pubblico, pubblicato il 6 giugno 2014 sul sito web istituzionale del Ministero, sarebbe inoltre viziato anche dalla mancanza dei criteri oggettivi di valutazione e ammissibilità dei candidati, si legge nell’interpellanza. Ma cosa più grave sarebbe per il deputato 5 Stelle il fatto che il Ministro abbia nominato direttore generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale, un candidato privo dei requisiti non essendo presente nel fascicolo di selezione alcun provvedimento che certifichi l’equipollenza del titolo di studio ottenuto all’estero dal candidato.

CHI INNOVAVA NEL PD

Ma l’esercito dei renziani al servizio dell’innovazione ha permeato anche il Partito Democratico introducendo una figura assente nella precedente direzione, quella di responsabile alla Pubblica amministrazione, innovazione e made in Italy ricoperta adesso da
Ernesto Carbone. LEGGI QUI LE IDEE ULTRA RENZIANE DI CARBONE

Deputato e avvocato, nonché renziano doc conosciuto soprattutto per la sua posizione sulla cosiddetta Google tax, ovvero la necessità di far pagare ai colossi di Internet le tasse nei Paesi in cui operano, Carbone è infatti uno dei quindici prescelti, 8 donne e 7 uomini, per la nuova segreteria che Renzi ha convocato giovedì mattina.

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