Mappa delle principali interpretazioni, più o meno esplicite, e a volte pure dietrologiche, alla stroncatura del presidente del Consiglio sul Corriere della Sera.

Marketing, vendetta, ambizione, lo zampinto dei poteri forti, il ruolo di Mario Draghi o Ignazio Visco. Le congetture si sprecano attorno all’editoriale con cui Ferruccio de Bortoli ha rottamato il presidente del Consiglio sul Corriere della Sera.

L’eccezionalità dell’attacco ha scatenato le letture più disparate di cui Formiche.net fa una summa qui. Quale sarà la più veritiera?

E’ IL MARKETING, BELLEZZA
Le parole di de Bortoli si inserirebbero nella strategia per lanciare il nuovo prodotto, cioè la nuova veste grafica del Corsera inaugurata ieri. Piuttosto che i soliti commenti autocelebrativi, perché non sparigliare le carte con un editoriale aggressivo e fuori dall’ordinario sul presidente del Consiglio? È l’interpretazione che dà in un’intervista a Linkiesta l’esperto di comunicazione politica e fondatore del sito Il Rottamatore Claudio Velardi: “Ieri (martedì 23 settembre, ndr) era lì nella sua stanza al Corriere e si è fatto questa domanda. Che posso fare per fare notizia che domani mi esce il giornale nuovo? E quindi, per fare un pò di rumore ha deciso di attaccare Renzi. Il mondo del giornalismo funziona così. Spariamo a zero su Renzi che almeno se ne parla”.

SASSI DEL PASSATO…
C’è il filone personalistico, che si diversifica in tre differenti versioni. Qualcuno che ha varcato per lungo tempo il portone di via Solferino 28 ha confidato a Formiche.net, pensa si tratti di semplici sassolini da togliersi dopo anni e anni di obbligato aplomb rizzoliano da parte di un direttore in uscita e quindi più libero: “Un addio con calcio nel sedere a tutto, visto che de Bortoli ha già la data di scadenza”.

O SPRAZZI DAL FUTURO?
C’è chi invece la legge come una mossa di posizionamento per un futuro, forse politico, del giornalista. È la tesi dell’ex direttore del settimanale rizzoliano Il Mondo  Gianni Gambarotta che tra l’altro la giudica positivamente visto il vuoto della politica italiana e il bla bla bla di Renzi.

LA VENDETTA
C’è anche un Ferruccio de Bortoli in versione Kill Bill tra le ricostruzioni possibili. Il direttore del Corriere della Sera con la sciabolata di ieri si sarebbe vendicato per due episodi. Il primo è lo scambio di sms al vetriolo riportato da Dagospia tra Renzi e de Bortoli per la scelta di far alloggiare un giornalista del quotidiano nello stesso hotel prescelto dal premier a Forte dei marmi, ad agosto. Il secondo è il duro attacco, sottinteso al Corriere, riservato da Renzi nel suo discorso in Parlamento per i Mille giorni. Sotto accusa sono finite le “citofonate” dei magistrati ai giornalisti – così definite dal premier in Parlamento – per l’inchiesta contro i manager di Eni. Un boccone troppo amaro da digerire per de Bortoli?

LA MINACCIA TROIKA

Spazio poi alle tesi più ardite.

C’è chi individua nell’editoriale di de Bortoli una mossa da parte dei poteri forti per far sapere al rottamatore di Firenze che non è più gradito tra “i professionisti della tartina”, come li chiama lui. E per mettere in guardia sul possibile arrivo della Troika al governo del Paese.
Lo dice nel suo commento su Europa Stefano Menichini: l’editoriale “autorizza a sospettare che l’insofferenza dell’establishment verso l’irruenza del premier sia ormai a livelli di guardia, superati i quali possano effettivamente ripartire manovre di commissariamento della politica, con tanti saluti anche al 40,8 per cento”.

VISCO…
O magari le sue parole fanno parte di una strategia per spianare la strada a un nome più gradito di Renzi, come quello di Ignazio Visco, sussurra Libero che strilla in prima pagina “Renzi primo licenziato”. L’ipotesi Visco a Palazzo Chigi viene paventata anche da una delle firme storiche del Corsera, contattata da Formiche.net. E tra l’altro le tesi su politica economica e austerità, fra Visco e Draghi, non sono troppo collimanti.

O DRAGHI?
Sono in molti, come Claudio Petruccioli su Formiche.net, a porre l’accento sul passaggio di de Bortoli dedicato al Quirinale. Nell’editoriale, viene criticato il patto oscuro e impregnato di “massoneria” tra Renzi e Berlusconi, via Denis Verdini, che riguarderebbe anche il futuro successore di Napolitano. Ma perché? Forse per suggerire un altro nome molto gettonato nell’ultimo periodo come quello di Mario Draghi? L’ipotesi del presidente della Bce come successore di Giorgio Napolitano è stata adombrata per primo dall’analista Francesco Galietti, fondatore della società Policy Sonar e blogger di Formiche.net, in questo post; l’ipotesi è stata ripresa e analizzata dall’intellettuale cattolico Benedetto Ippolito, firma di Formiche.net, e poi stroncata da Edward Luttwak. E della questione Colle negli scorsi giorni il capo dell’economia del Fatto Quotidiano, Stefano Feltri, ne ha fatto il centro di un articolo sul quotidiano diretto da Antonio Padellaro.

LA LETTURA GEOPOLITICA
Originale è infine la prospettiva geopolitica data a Formiche.net dal saggista Giancarlo Galli secondo cui le parole di de Bortoli rifletterebbero la preoccupazione degli imprenditori italiani per l’eccessivo filo-americanismo del premier: “La classe economica del nostro Paese ritiene che gli sbocchi privilegiati delle attività commerciali italiane siano i mercati orientali. Russi e asiatici in primo luogo. E per questo motivo ha giudicato malissimo la politica muscolare perseguita dal Presidente del Consiglio verso Mosca, da cui importiamo energia e soprattutto gas metano”, ha detto Galli nell’intervista citata oggi dal quotidiano il Giornale in un articolo di Gian Maria De Francesco.

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