Pochi giorni fa il Pew Center ha stimato la rilevanza del virus Ebola tra le notizie negli Stati Uniti. Il risultato è che 43% degli americani adulti seguono con assiduità le notizie sul virus. Il che fa di Ebola una tra le breaking news più quotate dal 2010 a oggi.

Talmente virale che anche il lobbying ne risulta influenzato. Secondo i calcoli di OpenSecrets sono già 17 le aziende che, nei loro lobbying filings, fanno menzione della parola Ebola. Di chi si tratta? Risposta scontata: delle aziende farmaceutiche. Da inizio anno la Sarepta Therapeutics ha già speso 80mila dollari in lobbying a favore del vaccino AVI-7537, creato dagli scienziati dell’azienda. Lo scorso lunedì Cerus Corp ha annunciato una spesa di 20mila dollari a del suo trattamento anti-virale presso la Food and Drug Administration. L’elenco è lungo. BioCryst ha speso 60mila dollari nel primo quadrimestre 2014 per il suo personale vaccino. Tra le altre interessate al tema ci sono la Hemispherx BioPharma, Welch Allyn e la Greater New York Association completano l’elenco.

L’utilità dei vaccini proposti è tutta da dimostrare. Ad oggi i lobbisti premono soprattutto per ottenere fondi per la ricerca, oppure permessi per sperimentare le terapie. E, tutto sommato, la spesa complessiva è ancora contenuta. Nessuno se lo augura, ma K Street è pronta a fare la sua parte se la minaccia del virus dovesse aumentare.

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