Settanta interventi tra la serata di lunedì e la mattinata di martedì. Il Sinodo entra nel vivo e i padri iniziano ad approfondire i temi delineati nel corposo Instrumentum laboris. Ieri s’è discusso di Vangelo della famiglia e legge naturale. Ad aprire la giornata è stata l’omelia del cardinale di Haiti, mons. Chibly Langlois, seguita dal breve discorso del presidente delegato di turno, il cardinale Luis Antonio Tagle.

ASCOLTARE IL MONDO

Gli interventi si sono concentrati sulla necessità per la Chiesa di aggiornare il proprio linguaggio, anche in materia di dottrina, al fine di rendersi più comprensibile. E la Chiesa, è stato riferito da padre Lombardi – che ha sintetizzato gli interventi che si sono tenuti in Aula –, deve farsi amica del mondo, perché “se non ascolta il mondo, il mondo non ascolterà la Chiesa”.

TRASMETTERE VISIONE POSITIVA DEL MATRIMONIO

Il dibattito generale – recita la sintesi ufficiale diffusa al termine della conferenza stampa cui hanno partecipato i cardinali Vincent Nichols e Béchara Boutros Rai –  “è quindi proseguito sugli argomenti previsti: si è detta necessaria una maggiore preparazione al matrimonio, affinché esso sia non solo valido, ma anche fruttuoso. Il suggerimento è stato quello di non guardare solo ai rimedi per il fallimento dell’unione coniugale, ma anche alle condizioni che lo rendono valido e fruttuoso. Ciò che bisogna trasmettere è una visione del matrimonio non solo come un punto di arrivo, ma come un cammino verso una meta più alta , una strada di crescita personale e in coppia, una forza e fonte di energia. La scelta matrimoniale è una vera e propria vocazione ed in quanto tale ha bisogno di fedeltà e coerenza per risultare vero luogo di crescita e di salvaguardia dell’umano”.

“PASTORALE FAMILIARE INTENSA E VIGOROSA”

Molti interventi si sono soffermati sulla necessità di riflettere se non sia il caso di rendere più lungo e – se necessario – severo il percorso per le coppie d’avvicinamento al matrimonio. E questo senza temere di avere meno celebrazioni in chiesa.  “I coniugi vanno accompagnati costantemente nel loro percorso di vita, attraverso una pastorale familiare intensa e vigorosa”.

DIVORZIATI RISPOSATI

Di accostamento alla comunione per i divorziati risposati si inizierà a parlare oggi, ma qualcosa è già stato detto, a cominciare dal fatto che “tale sacramento non è il sacramento dei perfetti, ma di coloro che sono in cammino”. A loro, la Chiesa “deve presentare non un giudizio, ma una verità, con uno sguardo di comprensione, perché la gente segue la verità e segue la Chiesa se essa dice la verità”. La medicina della misericordia dona accoglienza, cura e sostegno. Anche perché – è stato evidenziato – le famiglie sofferenti non cercano soluzioni pastorali rapide, non vogliono essere una mera cifra statistica, ma sentono il bisogno di essere ispirate, di sentirsi accolte ed amate. Deve essere lasciato più spazio alla logica sacramentale, piuttosto che a quella giuridica.

VOCAZIONE ALLA VITA E MISSIONARIETA’

Si è poi riflettuto sulla vocazione alla vita, la missionarietà intesa come testimoniare Cristo attraverso l’unità familiare e l’accoglienza dell’altro, “perché la famiglia è la prima scuola di alterità, il luogo in cui si possono imparare la pazienza e la lentezza, in contrapposizione alla frenesia del mondo contemporaneo.”

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