Ieri in conferenza stampa l’ha ammesso anche il cardinale Reinhard Marx, riformista doc e presidente della potente conferenza episcopale tedesca: “Facciamo due passi avanti e uno indietro”. Il presule ha riconosciuto i “momenti di tensione”, che si sono respirati in assemblea, soprattutto nella mattinata di giovedì, quando il cardinale Lorenzo Baldisseri aveva annunciato che le relazioni dei circoli minori non sarebbero state divulgate. E’ scoppiato il finimondo: numerosi padri sinodali, tra cui molti cardinali, hanno preso la parola per biasimare la decisione della Segreteria del Sinodo.

“INEDITI BUUH RISUONATI NELL’AULA PIENA DI VESCOVI E CARDINALI”

Marco Ansaldo, su Repubblica, scrive che “il Sinodo appare spaccato, soprattutto dopo la giornata di giovedì, che più di una fonte definisce come drammatica per le scintille scoppiate in aula fra le due anime della chiesa. Tra inediti buuuh risuonati nell’aula piena di vescovi e cardinali, e grida contro Baldisseri (“lei ora questa proposta la mette ai voti!”), era alla fine il segretario di stato, Pietro Parolin, a osservare che le relazioni andavano diffuse alla stampa”. Il problema è che “la conta per i riformisti era impietosa. Ben cinque tavoli contrari alle riforme, mentre due erano per studiare o rinviare le novità proposte su divorziati risposati e omosessuali, altri due divisi fra sì o no, e solo uno chiaramente favorevole alle innovazioni. Il volto di Francesco, che sulla questione delle riforme si gioca molto del suo pontificato, era quello di una sfinge”

“KASPER HA SOVRAESPOSTO IL PAPA”

I malumori, scrive Massimo Franco sul Corriere della Sera di oggi, sono “trasversali anche geograficamente”. Ora, aggiunge Franco, si apre un bel problema: “Il fatto che Kasper abbia presentato le sue proposte come se provenissero direttamente da Francesco ha finito per sovraesporre Bergoglio. E permette agli avversari di sostenere strumentalmente che la battuta d’arresto registratasi nel Sinodo sarebbe anche una sconfitta papale: come se la sconfessione della linea Kasper potesse essere ritenuta un atto di sfiducia verso Francesco, messo simbolicamente in minoranza”. Questa, scrive l’editorialista del Corriere, “è una forzatura inverosimile, ma è l’interpretazione che l’episcopato ostile alle informe del Papa tenta di accreditare”.

LE PERPLESSITA’ DEL CARDINALE DOLAN

Che le resistenze e l’irritazione per il modo con cui si sono svolti i lavori non provengano solo da ambienti tradizionalisti o poco inclini a sostenere convintamente Francesco, lo dimostra anche la presa di posizione del cardinale arcivescovo di New York, Timothy Dolan. Il presule non ha gradito le proposte di Kasper né il modo in cui sono state presentate. Solo ieri, Dolan postava sul suo blog un video in cui ricordava il contributo dei padri africani all’assise sinodale (padri su cui solo quarantotto ore aveva espresso commenti non elegantissimi il cardinale Kasper).

 IL PROGRAMMA DI OGGI

Oggi sarà presentato il Messaggio, redatto dal cardinale Gianfranco Ravasi, e nel pomeriggio (con voto elettronico), i padri si esprimeranno sulla Relatio Synodi: voto semplicissimo, placet o non placet. Il testo sarà diffuso all’inizio della prossima settimana.

Condividi tramite