I prossimi giorni potrebbero essere decisivi per Metroweb.

Vendere o non vendere? E se vendere, a chi? E poi: cedere tutta la quota di maggioranza o solo una parte? Sono queste le domande alle quali risponderà il fondo F2i che mira a dismettere la quota di controllo della società per la rete in fibra ottica. Qui i tre principali scenari delineati da Formiche.net con le ultime indiscrezioni.

Su come procedere, Alberto Trondoli, amministratore delegato di Metroweb, considera valida ogni alternativa, anche se una gara – ipotesi già caldeggiata dal presidente di Cassa depositi e prestiti Franco Bassanini – sarebbe per l’ad la strada “più trasparente” da seguire.

LE OFFERTE

La società milanese della fibra controllata dai fondi F2i e Fsi potrebbe presto vedere un cambio nel suo azionariato. Per la quota di maggioranza detenuta da F2i si sono già fatti avanti Telecom e Vodafone, e secondo quanto ha dichiarato ieri Trondoli a margine di un convegno milanese, ci sarebbero sinergie con entrambe le società.

LE PREOCCUPAZIONI DI TRONDOLI

Lasciando aperta ogni possibilità e dando la risoluzione come imminente, Trondoli ha posto dei paletti: “L’ingresso di Telecom o di Vodafone nel capitale di Metroweb è importante perché rafforzerebbe il nostro progetto delle reti in fibra che poi devono essere sfruttate e sviluppate, replicando il modello di Milano in altre città italiane. L’importante è che non venga modificata la natura di Metroweb che è quella di garantire un accesso alla rete a tutti, alle stesse condizioni”, ha spiegato Trondoli.

Per questo per l’ad della società della fibra è “importante capire cosa vogliono fare di Metroweb”: “È nell’interesse di tutti valutare le offerte non solo dal punto di vista del prezzo, ma anche dal punto di vista dei piani e dei progetti dei potenziali acquirenti”, ha aggiunto il top manager.

LA SPINTA DEL GOVERNO

Le manifestazioni di interesse dei due operatori sono al vaglio dell’amministratore delegato di F2i, Renato Ravanelli, che – sottolineava ieri il Sole 24 Ore – non avrebbe particolari intenzioni di liquidare Metroweb, né subirebbe pressioni per farlo.
Per Trondoli però qualcosa potrebbe essere cambiato rispetto ai piani iniziali del Fondo: “F2i non pensava di vendere così presto – ha spiegato l’ad di Metroweb -. Poi le cose sono cambiate e c’è stata anche una forte spinta del governo a fare investimenti in questo settore, quindi a favorire alleanze tra operatori”.

I VERI PIANI DI TELECOM

La possibilità che a rilevare la quota di maggioranza di Metroweb potesse essere Telecom è stata contemplata anche dalle Autorità Antitrust e Agcom che, nell’indagine congiunta sulla Banda larga pubblicata ad inizio novembre, hanno sottolineato che l’operazione imporrebbe una “valutazione particolarmente accurata” sotto il profilo Antitrust.

È il Sole 24 ore oggi a ricordare il rischio già paventato dalle Authority: debellata la concorrenza, Telecom potrebbe avere interesse ad “abbandonare qualsiasi piano di sviluppo ulteriore della rete Fttb/h (fiber to the building/home) a favore del progetto Fthc (fiber to the cabinet) che continua a riconoscere una centralità alla rete in rame esistente di sua proprietà”, hanno osservato Antitrust e Agcom nell’indagine congiunta.

“Ed è anche per questo – sottolinea Antonella Olivieri del Sole – che l’approccio di F2i è di considerare in concreto i piani di sviluppo dei potenziali acquirenti”.

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