I più maligni sostengono una sorta di convergenza parallela sempre più stretta fra il premier Matteo Renzi e l’ingegner Carlo De Benedetti. I maliziosi sottolineano come il quotidiano la Repubblica sia sempre più renziano a differenza di un Corriere della Sera sempre meno asettico nei confronti del presidente del Consiglio, verso cui il quotidiano diretto da Ferruccio de Bortoli non lesina stoccate e vere e proprie ramanzine. Gli asettici, invece, si limitano ad elencare i fatti senza indulgere in commenti e chiose.

I fatti – almeno gli ultimi fatti – sono i seguenti. Il 23 dicembre a Palazzo Chigi si è tenuta una riunione sulla centrale Tirreno Power di Vado Ligure accusata di disastro ambientale; le ultime vicende della centrale sono state ricostruite da Alberto Brambilla del Foglio che ha ricordato come la proprietà di Tirreno Power è “divisa a metà tra Gaz de France e la holding Energia Italiana, di cui ha la maggioranza Sorgenia, società in procinto di passare sotto il controllo delle banche creditrici della famiglia De Benedetti che l’ha gestita per anni e si è pentita dell’affare”).

E’ anche un fatto la recente visita del sottosegretario alla presidenza Graziano Del Rio a De Benedetti, nell’abitazione romana dell’Ingegnere.

Pure il passaggio del vicedirettore di Repubblica, Massimo Giannini, alla conduzione di Ballarò – ma qui entriamo nel campo delle indiscrezioni – è stato seguito con attenzione dal patron del gruppo l’Espresso. Mentre è recente un altro movimento nel quotidiano diretto da Ezio Mauro: la firma Giovanni Valentini  è diventato portavoce dell’Antitrust, al posto di Emanuela Goggiamani, nell’ambito della direzione comunicazione e rapporti istituzionali retta da Roberto Sommella. Decisione, quella delll’autorità presieduta da Giovanni Pitruzella su Valentini, che ha suscitato qualche rilievo da parte di un sindacato, non solo per l’assunzione di un pensionato a 90mila euro l’anno.

Dulcis in fundo, il 24 dicembre, la nomina dell’economista Tito Boeri, editorialista di spicco di Repubblica e direttore scientifico della fondazione Rodolfo De Benedetti, alla presidenza dell’Inps, nonostante il governo Renzi avesse già insediato come commissario all’Inps l’ex ministro Tiziano Treu. Ma evidentemente, come scrive oggi il Corriere della Sera in un articolo di Enrico Marro, “Treu paga forse alcune prese di posizione politiche favorevoli a flessibilizzare la riforma Fornero che hanno irritato Palazzo Chigi”.

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