Ieri sera è terminata a Lussemburgo la Conferenza dei ministri degli Stati membri dell’Agenzia Spaziale Europea: la delegazione italiana era guidata dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, e dal presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston.

APROVATI ARIANE 6 E VEGA-C

Il Consiglio ha assunto una decisione storica, approvando un programma pluriennale di sviluppo di una nuova generazione di lanciatori europei (Ariane 6 e Vega C). Grazie a questa decisione, l’Europa continuerà ad avere una capacità autonoma di accesso allo spazio per i lanci istituzionali ed anche un lanciatore più competitivo, che potrà assicurarsi una fetta importante del mercato commerciale. Una nuova organizzazione industriale consentirà inoltre “una gestione più efficiente del programma lanciatori e un risparmio importante per gli Stati membri dell’Esa”, fa sapere l’Agenzia spaziale italiana, che con Avio Spazio partecipa al 30% alla società Elv, capocommessa del programma Vega, i cui stabilimenti di produzione si trovano a Colleferro.

LE PAROLE DEL MINISTRO

“Il Consiglio Ministeriale dell’Esa è stato un successo pieno per l’Europa e per l’Italia – ha dichiarato il ministro Giannini – per la definizione del futuro percorso delle attività spaziali europee. L’Italia, oggi, si è affermata come mediatore tra i principali players nel settore spaziale. Questo è anche un risultato importante per gli effetti che porterà a livello economico, con ricadute industriali notevoli, con posti di lavoro e crescita di conoscenza e tecnologica.
La ricerca spaziale si conferma fattore chiave per affrontare le grandi sfide della globalizzazione ed elemento fondamentale per supportare  la crescita economica  europea. È importante sottolineare la decisione legata alla nuova generazione di lanciatori Ariane 6 e Vega C, che permetterano al nostro continente  di  restare indipendente in questo settore. Entrambi i lanciatori avranno un unico motore, di produzione italiana: questo porterà all’industria del nostro Paese oltre dieci anni di attività produttiva di alta tecnologia”.

TANTI I RITORNI INDUSTRIALI

Il nuovo programma assicura importanti vantaggi per l’Italia grazie a una forte sinergia tra Ariane 6 e Vega-C, centrata in particolare sui motori P120C che saranno impiegati sia per i vettori Ariane, sia per il Vega. Il Vega “evoluto” diventa così un componente fondamentale della nuova famiglia di lanciatori, un ruolo riconosciuto anche dalla Germania che proseguendo nell’impegno assunto a Napoli nel 2012 ha deciso di investire ulteriormente nel programma.

ACCESSO COMPETITIVO ALLO SPAZIO

“Vega diventa grande, ha dichiarato il presidente dell’Asi, Roberto Battiston, grazie al motore solido del P120, sviluppato da Avio a Colleferro e di derivazione dal P80. Passaggio, questo, fondamentale, per garantire l’accesso europeo allo spazio in modo competitivo e adatto alla situazione di evoluzione mondiale in rapido cambiamento”.
Lo sviluppo dei lanciatori è stato uno dei 3 temi su cui i Paesi membri hanno trovato oggi la definizione di un accordo strategico.
Sul tavolo la continuazione della Stazione Spaziale Internazionale fino al 2017, con la prospettiva della continuità fino al 2020 e insieme al finanziamento della missione 2018 del programma ExoMars. Un elemento, questo, che garantisce lo sviluppo delle strumentazioni senza ritardi sui piani previsti per la missione europea su Marte, un programma di cui l’Italia è leader.
A proposito di Exomars, Battiston ha dichiarato che è stato ampiamente condiviso dalla Gran Bretagna “con la quale c’è stata unità di intenti per obiettivi e responsabilità”. Molto importanti sono anche stati gli impegni di Francia, Spagna e Germania.

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