Che ne sarà di Metroweb? Il destino della società che solo a Milano gestisce la più vasta rete in fibra ottica d’Europa non preoccupa solo gli operatori di telecomunicazioni, che entro maggio dovranno presentare i loro piani di investimento sulla banda larga secondo gli auspici del governo. La partita Metroweb, controllata da F2i (53,8%) e dal Fondo strategico italiano (46,2%) rispettivamente partecipato e controllato da Cassa depositi e prestiti, è seguita anche dal governo che punta ad estendere la copertura in fibra dell’Italia.

Per scrutare il dossier con il presidente di Cdp, Franco Bassanini, e con i vertici delle società di tlc, Telecom, Vodafone, Wind e Fastweb, il premier Matteo Renzi ha chiamato un discreto numero di tecnici e consulenti. Ecco fatti, posizioni e ricostruzioni.

I PROTAGONISTI

Ieri si è tenuta una riunione a Palazzo Chigi tra il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, il consigliere del premier Renzi, Yoram Gutgeld, e il vicesegretario di Palazzo Chigi, Raffaele Tiscar, alla quale era presente anche il presidente di Cdp e Metroweb. “Al centro dell’incontro – ha scritto Manuel Follis su MF/Milano Finanza – c’erano le considerazioni sul peso che dovrebbe avere Telecom all’interno della società nascente, oltre ovviamente al ruolo di Metroweb”.

LE DIVERGENZE

Secondo la ricostruzione di Antonella Olivieri sul Sole 24 Ore, c’è stata una divergenza di vedute su come andrebbe sviluppata la rete fra Tiscar e Gutgeld. A far da paciere – ha scritto il Sole – ci sarebbe stato Giacomelli.

LA POSIZIONE DI TISCAR

Le idee del vicesegretario di Palazzo Chigi, Raffaele Tiscar, sono peraltro note da tempo: fare di Metroweb il nucleo della società per la rete di nuova generazione con il coinvolgimento di tutti gli operatori e sotto l’ala della Cassa di Bassanini, lasciando a Telecom la possibilità di salire al 51% una volta realizzati gli investimenti in fibra, ma solo a certe condizioni.

”Non è vero – ha detto Tiscar a dicembre presentando il piano sulla Banda larga – che non c’è alternativa alla concorrenza infrastrutturale. Le risorse possono essere ottimizzate realizzando un’unica infrastruttura”. Mentre riguardo all’ipotesi di un possibile ingresso di Telecom o Vodafone in Metroweb, il vicesegretario generale della presidenza del Consiglio ha osservato che “sarebbe meglio uno strumento partecipato da più operatori”.

LE IDEE DI BASSANINI

Anche i progetti di Franco Bassanini sulla società leader della banda larga vedono Cdp sempre più protagonista dello sviluppo infrastrutturale del nostro Paese. E fra i progetti di Bassanini vi è “una Metroweb in grado di investire molto, miliardi, nel potenziamento e nella realizzazione dell’infrastruttura di rete di nuova generazione”. Come?

“Se la Cassa non si esprime sullo scenario di condominio tra operatori concorrenti, che tra l’altro Telecom non è disposta a considerare – ha scritto Olivieri – l’ipotesi di un’ascesa a termine nel capitale di Metroweb da parte dell’incumbent non sarebbe invece sgradita”.

CHE PENSA GUTGELD

Ma la formula condominiale non è gradita soprattutto al deputato Pd e super consigliere renziano Gutgeld, scrive oggi il Sole 24 Ore.
La diffidenza diffusa da parte del mondo politico sulla realizzazione degli investimenti da parte di Telecom potrebbe forse essere superata dall’impegno preso dal gruppo capitanato dall’ad, Marco Patuano, in recenti colloqui, a presentare ai futuri soci (Cdp e F2i) un cronoprogramma di investimenti città per città che possa essere cambiato solo con maggioranze superqualificate o accordi tra le parti, in cambio del 51% di Metroweb fin da subito.

“Una posizione – ha scritto Olivieri – che non sarebbe pregiudizialmente avversata né da Gutgeld né dal consulente di Renzi Andrea Guerra”.

LA STRADA DI GUERRA

La direzione di mercia individuata dall’ex ad di Luxottica e attuale consulente del governo, assente alla riunione di ieri sera, era già stata spiegata da Giovanni Pons sull’inserto economico di RepubblicaAffari e Finanza, lunedì scorso: “Permettere a Telecom di entrare in Metroweb al fianco di F2I e Cdp ma mettere a punto, con l’ausilio di Antitrust e AgCom, una governance che preveda maggioranze qualificate per le decisioni più importanti e una parità di accesso alla rete (stessi prezzi) per tutti gli operatori, Telecom inclusa”.

I TIMORI DI GIACOMELLI

L’ipotesi di acquisizione della maggioranza di Metroweb, la società controllata dai fondi F2i e Fsi di Cdp, da parte di Telecom Italia, ha invece da sempre impensierito il sottosegretario Giacomelli.

Le perplessità riscontrate in ambienti del governo, hanno indotto Giacomelli  a volerci vedere chiaro in modo da evitare – ha scritto di recente Formiche.net – “che con l’operazione si ammazzi il mercato e si ri-monopolizzi pure la rete in fibra ottica”.

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