La situazione in Libia è fuori controllo e così l’ambasciata italiana a Tripoli ha dato indicazione ai connazionali “di lasciare temporaneamente il Paese”, come ha spiegato oggi la Farnesina.

L’AVANZATA DELL’ISIS

A preoccupare è soprattutto l’avanzata dell’Isis. Dopo Derna, i jihadisti della filiale libica dello Stato Islamico hanno rivendicato oggi di aver preso sotto il loro controllo una stazione radio locale nella città di Sirte, 500 chilometri a Est di Tripoli, dove ha installato anche il suo quartier generale, secondo quanto riferiscono in rete alcuni siti di propaganda, diffondendo fotografie che mostrano degli uomini armati davanti ai microfoni dell’emittente brandendo kalashnikov.

LE PAROLE DI ALFANO

L’instabilità del Paese aumenta il numero delle carrette del mare che partono verso le coste italiane, e che spesso, attraverso gli scafisti, finanziano le attività dei gruppi terroristi. “Senza una rapida mobilitazione generale per la Libia, – ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfanoassisteremo ancora ad altre tragedie in mare e correremo il rischio di vedere installato un califfato islamico non in Siria o in Iraq, ma alle nostre porte, ancora più esplicitamente a poche miglia nautiche dalle nostre coste italiane ed europee“.

Oltre l’80 per cento degli immigrati irregolari che arrivano il Italia, – ha ricordato Alfano – partono dalle coste libiche , vittime di trafficanti senza scrupoli che operano induisturbati perchè non c’è nessuna autorità statale che li contrasta“.

IL RICHIAMO DI RENZI

La situazione in Libia rischia di precipitare ulteriormente. E così il premier Matteo Renzi, parlando brevemente con i cronisti al termine del vertice dei capi di Stato e di governo dell’Ue, ieri sera a Bruxelles, ha ribadito la disponibilità di Roma a intervenire, sollecitando al contempo una reazione più decisa della comunità internazionale.

Penso sia una emergenza internazionale, non più europea, e l’ho detto al tavolo del Consiglio europeo; era giusto e doveroso che ci fosse la posizione italiana per la quale la Libia è un grande problema del nostro tempo, ed è un problema da risolvere con decisione e determinazione, probabilmente anche con un impegno ulteriore“, ha detto il presidente del Consiglio.

Abbiamo visto – ha aggiunto Renzi – che ciò che è accaduto intorno al tentativo di Bernardino Léon (l’inviato dell’Onu, ndr) non è stato sufficiente, quindi c’è bisogno che con la leadership delle Nazioni Unite ci sia un tentativo più forte. L’Italia è pronta a fare la sua parte“, ha concluso.

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