Facciamo un passo indietro. Anno 2006, Gerard Schroder ha appena terminato il mandato da cancelliere. Appena pochi mesi più tardi entra nel supervisory board di Nordstream, un consorzio industriale del petrolio, tra i cui membri spicca anche Gazprom. Più recentemente, a gennaio, Dirk Niebel, ex ministro dello sviluppo, ha ottenuto un incarico importante presso Reinmentall, meno di un anno dopo la fine dell’incarico. Ronald Pofalla, ex capo della cancelleria, ha avuto un incarico presso la Deutsch Bahn, e via dicendo

Da allora i governi tedeschi hanno tentato di mettere un limite alle porte girevoli, avvicinandosi alle regole già in vigore altrove, ad esempio nell’Unione europea. Ci sono riusciti mercoledi scorso, introducendo un periodo di “cooling-off”, ossia di raffreddamento, per gli ex ministri e vice-ministri. I mesi diventano 18 se il governo ha giustificate ragioni di ritenere che esista un rischio di conflitto di interessi. 

Basterà l’imposizione di un periodo di pausa obbligatorio per impedire le porte girevoli? Probabilmente no. Ma certamente sarà di aiuto. Negli Stati Uniti ad esempio, dove la legislazione in materia è particolarmente severa, la Boston University ha calcolato che il 60% di coloro che hanno avuto un incarico di governo o al Congresso entrano nell’industria. Il cooling off quindi non scoraggia il passaggio dal pubblico al privato. Nè, in effetti, sarebbe giusto che lo facesse. Ma almeno rende la vita dei futuri super consulenti delle aziende meno facile, e prova, almeno in teoria, a salvaguardare la concorrenza.

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